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I maschi di megattere anziani sono più bravi a corteggiare le femmine

Non conosciamo i veri comportamenti delle balene perché tutte le ricerche moderne sono state condotte durante o dopo la caccia alle balene che le ha portate quasi all’estinzione
 |  Natura e biodiversità

La caccia ha portato sull'orlo dell'estinzione molte grandi popolazioni di balene, ma le sue conseguenze vanno ben oltre un drastico calo numerico. Decenni dopo la fine della caccia commerciale, i suoi impatti continuano a plasmare le popolazioni di balene, influenzando non solo il numero di balene presenti, ma anche quali maschi riescono a riprodursi. 
Infatti, il nuovo studio “Changes in age-related sexual selection in a humpback whale population recovering from exploitation”, pubblicato su  Current Biology da un team internazionale di ricercatori guidato dalla biologa Franca Eichenberger della Sea Mammal Research Unit dello Scottish Oceans Institute dell’ University of St. Andrews, dimostra che «Il ruolo dell'età nella riproduzione dei maschi di megattere i è cambiato man mano che le popolazioni si riprendono da secoli di sfruttamento».  
Prima di essere decimate dalla caccia alle balene un secolo fa, le megattere erano circa 120.000 in tutto il mondo, ma poi loro numero si era ridotto del 95%. Da quando i Paesi del mondo hanno concordato di vietare la caccia commerciale alle balene nel 1986, le megattere hanno ripreso a crescere e in alcune regioni si sono quasi riprese.
Basandosi sul monitoraggio a lungo termine condotto dalla ONG  Opération Cétacés, lo studio ha valutato quasi 20 anni di dati sulle megattere (Megaptera novaeangliae) che si riproducono in Nuova Caledonia, nel Pacifico meridionale, gli scienziati hanno esaminato i cambiamenti nella struttura per età, nel comportamento e nella paternità nei maschi e hanno scoperto che «Durante i primi anni di recupero, la popolazione era dominata da giovani maschi. Nel tempo, con l'aumento del numero complessivo di individui, la struttura per età si è spostata verso una distribuzione più equa tra maschi più anziani e più giovani. Fondamentalmente, con l'aumentare della frequenza degli individui più anziani, questi ultimi hanno avuto un successo crescente nel generare prole rispetto ai maschi più giovani.  Finora non è mai stato osservato un accoppiamento di megattere in natura, il che significa che finora non si sapeva chi generasse un cucciolo. 
Per stimare l'età delle singole balene e per identificare la paternità, il team di scienziati scozzesi, Francesi e kanaki, statunitensi e britannici ha fatto analisi genetiche e ha utilizzato un "orologio molecolare epigenetico", il tutto partendo da un piccolo pezzo di pelle di balena. 
I maschi delle megattere sono famosi per produrre alcuni dei canti più elaborati del regno animale. Nelle zone di riproduzione, i maschi cantano tutti la stessa canzone in sessioni che possono durare ore. I canti, che rispecchiano la struttura del linguaggio umano, possono essere uditi a molti chilometri di distanza dalle aree di riproduzione e si ritiene che svolgano un ruolo nell'accoppiamento. I maschi possono anche scortare le femmine o impegnarsi in intense competizioni fisiche con i maschi rivali. 
L'altra autrice principale dello studio, Ellen Garland della Sea Mammal Research Unit, ha spiegato che «COn questi cambiamenti nella struttura per età, Il comportamento riproduttivo e chi ha avuto successo nell'accoppiamento sono cambiati. Con la ripresa della popolazione, c'erano più maschi anziani del previsto che cantavano, scortavano le femmine e generavano cuccioli con successo rispetto agli animali più giovani». 
I risultati dello studio suggeriscono che «I maschi di megattere potrebbero aver bisogno di tempo per apprendere e perfezionare il loro canto e le loro tattiche competitive, il che fornisce ai maschi più esperti un chiaro vantaggio. Inoltre, con la crescita della popolazione, anche le femmine potrebbero diventare più selettive, il che potrebbe portare a un maggiore successo tra i maschi con caratteristiche favorevoli o con le prestazioni migliori». 
I ricercatori sottolineano l'importanza della ricerca in corso sulle popolazioni in via di recupero dopo la caccia intensiva dei secoli scorsi per comprendere come le conseguenze dello sfruttamento influenzino nel tempo le dinamiche demografiche e la riproduzione. Inoltre, il nuovo studio dimostra che la maggior parte delle nostre conoscenze sulle grandi balene deriva dallo studio di una situazione di base falsata: «Gli scienziati non hanno mai davvero studiato questi comportamenti in una popolazione non sfruttata, poiché tutte le ricerche moderne sono state condotte durante o dopo la caccia alle balene». 
La Eichenberger ha concluso: «Solo ora, con la ripresa delle popolazioni di balene e la disponibilità di nuovi strumenti analitici, stiamo iniziando a comprendere la reale portata delle conseguenze della caccia alle balene. Gli impatti vanno oltre le dimensioni della popolazione: influenzano il comportamento, la competizione e la riproduzione Praticamente tutte le popolazioni di balene sono cambiate a causa della caccia; il nostro lavoro dimostra che continuano a cambiare man mano che si riprendono. Ecco perché il monitoraggio continuo a lungo termine delle popolazioni di balene precedentemente sfruttate è così importante. Le megattere hanno mostrato una notevole ripresa negli ultimi anni. Ora è il momento di imparare molto di più sul loro comportamento e sulla loro storia biologica. Dobbiamo solo continuare a cercare». 

Umberto Mazzantini

Scrive per greenreport.it, dove si occupa soprattutto di biodiversità e politica internazionale, e collabora con La Nuova Ecologia ed ElbaReport. Considerato uno dei maggiori esperti dell’ambiente dell’Arcipelago Toscano, è un punto di riferimento per i media per quanto riguarda la natura e le vicende delle isole toscane. E’ responsabile nazionale Isole Minori di Legambiente e responsabile Mare di Legambiente Toscana. Ex sommozzatore professionista ed ex boscaiolo, ha più volte ricoperto la carica di consigliere e componente della giunta esecutiva del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.