
In Trentino scoperta una nuova popolazione di salamandra di Aurora

Il nuovo studio “North of the Wall: First record of Salamandra atra aurorae in the Sella Valley, South-eastern Alps”, pubblicato su Acta Herpetologica da Luca Roner dell’universida d de Oviedo e del Museo delle Scienze di Trento – MUSE, Emma Centomo e Giulia Bombieri del MUSE, Andrea Costa dell’università Genova, Matilde Marconi e Marco Salvatori dell’università di Firenze, Luigi Dallagiacoma dell’Associazione Cacciatori Trentini e Antonio Romano del Consiglio Nazionale delle Ricerche, descrive la scoperta in Val di Sella, in Trentino, di una nuova località dove è presente la salamandra di Aurora (Salamandra atra aurorae).
La salamandra di Aurora, che MUSE e CNR studiano dal 2017, è una sottospecie endemica delle Prealpi sud-orientali. Livrea nero-giallastra, con macchie dorsali più ampie e spesso fuse insieme, e lunghezza di 10 cm, ha una distribuzione estremamente limitata (circa 31 km2) e un tasso riproduttivo molto lento (1-2 piccoli ogni 2-4 anni), che la rendono uno degli anfibi più rari e in pericolo di estinzione d’Italia. Prende il nome da Aurora, moglie del primo descrittore Luigi Trevisan.
Al MUSE spiegano che «Fino a oggi si credeva vivesse unicamente in pochi chilometri quadrati sull’Altopiano di Vezzena (Trentino), dove era stata osservata per la prima volta nel 2008, e sull’Altopiano dei Sette Comuni (Veneto). Ma la segnalazione puntuale da parte di un cittadino, condivisa con un custode forestale, ha portato ricercatrici e ricercatori a effettuare una serie di verifiche scientifiche sul campo e accertare la presenza di una popolazione stabile di salamandra di Aurora in Val di Sella, sul versante esposto a nord del massiccio Ortigara-Cima XII, un habitat considerato finora non idoneo per la sottospecie».
Emma Centomo, autrice co-primaria dello studio, sottolinea che «Si tratta di una delle notizie più rilevanti nel campo dell’erpetologia - la scienza che studia anfibi e rettili - degli ultimi anni a livello provinciale, e di una scoperta di grande rilievo per l’ecologia e la conservazione di questo rarissimo anfibio. La scoperta della nuova popolazione di salamandra di Aurora in Val di Sella è avvenuta anche grazie al contributo di un privato cittadino che, incuriosito, ha scattato una foto all’animale. È stata poi determinante l’attenzione e la competenza di un custode forestale della zona, che notando quella foto su un social network ci ha prontamente contattati. Dopo alcuni sopralluoghi siamo riusciti a confermarne la presenza, anche in un’altra area limitrofa alla prima segnalazione».
Da qui, nell’estate del 2025 è partita un’approfondita indagine sul campo, culminata con il rinvenimento di una femmina gravida in una nuova area e con l’identificazione di habitat finora considerati non idonei.
Roner, il principale autore dello studio, evidenzia che «I nuovi siti rappresentano habitat inediti per la salamandra di Aurora, rinvenuta finora solamente in boschi misti e ben strutturati di abete bianco, faggio e abete rosso su versanti esposti a sud. In questo caso, invece, la salamandra è stata ritrovata in ambienti differenti, caratterizzati da macereti rocciosi e da un versante esposto a nord. Questo apre nuove prospettive sulla plasticità ecologica e sulla distribuzione della sottospecie. Il ritrovamento di una femmina gravida suggerisce inoltre l’esistenza di una popolazione stabile, escludendo l’ipotesi di individui isolati in dispersione».
Inoltre, le analisi microclimatiche effettuate nello studio indicano che «I nuovi siti si trovano ai margini della nicchia ecologica nota per la salamandra di Aurora. Data la presenza di significative barriere topografiche, ossia elementi naturali del territorio che limitano la dispersione delle specie, che separano la Val di Sella dalle località di presenza storica (Altopiano dei Sette Comuni e Vezzena), la nuova popolazione risulta di particolare interesse scientifico».
Al MUSE fanno notare che «La scoperta, frutto della collaborazione attiva tra cittadinanza, istituzioni e mondo della ricerca, rappresenta quindi un importante passo avanti per la conservazione della salamandra di Aurora e sottolinea la necessità di ulteriori ricerche e monitoraggi per definire con maggiore precisione la sua distribuzione e lo stato di conservazione in Trentino».
Roner aggiunge: «Per quanto il nostro lavoro abbia innanzitutto una finalità scientifica riteniamo fondamentale condividere con le comunità locali il valore e l’eccezionalità di questa scoperta. È importante che cittadine e cittadini sappiano che nei boschi delle loro montagne vive una salamandra unica al mondo. Si tratta di un patrimonio naturale di straordinario valore, che rappresenta non solo un elemento distintivo di questo territorio, ma anche una responsabilità collettiva: conoscerlo è il primo passo per garantirne il rispetto e la tutela».
Romano, primo ricercatore dell’Istituto per la BioEconomia del CNR, conclude: «La conferma della presenza della specie in un’area finora sconosciuta apre nuove prospettive di ricerca, Nel 2026 l’obiettivo sarà definire con maggiore precisione la distribuzione in Val di Sella e approfondire le analisi sulla nicchia microclimatica. A partire dal 2027 è previsto l’avvio di un programma di monitoraggio strutturato, finalizzato a studiare abbondanza, dinamica e conservazione della popolazione».
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