
Innalzamento delle temperature e incendi boschivi minacciano sempre più specie in tutto il mondo

Se per l’Europa il 2025 è stato l’anno più distruttivo di sempre sul fronte degli incendi boschivi (sono andati in fumo oltre un milione di ettari), per il resto del mondo non è che le cose stiano andando meglio. A causa del riscaldamento globale, i roghi stanno diventando sempre più frequenti e stanno devastando nuove aree del pianeta.
Uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Goteborg e pubblicato su Nature Climate Change dimostra che questo cambiamento sta aumentando la vulnerabilità di migliaia di piante, animali e funghi. Il team di ricerca, che include ricercatori della Chalmers University of Technology, ha combinato 13 modelli climatici con un metodo basato sull'apprendimento automatico per prevedere i cambiamenti nell'area bruciata dagli incendi e la durata della stagione degli incendi fino alla fine di questo secolo. I ricercatori hanno poi valutato come questi cambiamenti influenzino il rischio per le specie a livello globale, basandosi sulla Lista Rossa dello Iucn (Unione internazionale per la conservazione della natura). La Lista comprende 9.592 specie la cui sopravvivenza è attualmente minacciata dalla crescente frequenza e gravità degli incendi.
Dallo studio è emerso che le specie con areali ristretti sono particolarmente vulnerabili. Le specie più colpite sono concentrate in Sud America, Asia meridionale e Australia, e una grande percentuale di esse è già a rischio di estinzione. Un aumento della frequenza degli incendi boschivi potrebbe spingere alcune di esse ancora più vicine all’estinzione.
In generale, si legge nell’indagine, «il cambiamento climatico di origine antropica rappresenta una minaccia grave e crescente per la biodiversità globale»: «A differenza dei fattori di stress localizzati, come il bracconaggio o lo sviluppo urbano, il cambiamento climatico esercita pressioni su larga scala e multiformi che sono difficili da gestire, anche all’interno delle aree protette. Sebbene le stime varino a seconda degli studi e dei metodi, vi è un ampio consenso sul fatto che il cambiamento climatico stia emergendo come un fattore potenzialmente dominante nell'estinzione delle specie». Sempre con lo sguardo allargato al di là dei problemi posti unicamente dal fattore incendi boschivi, i ricercatori riferiscono anche che «una recente meta-analisi che sintetizza 485 studi e oltre cinque milioni di proiezioni suggerisce che, in scenari ad alte emissioni, fino a un terzo delle specie globali potrebbe essere a rischio di estinzione a causa del solo cambiamento climatico. Questi risultati sottolineano l’urgenza di ridurre le emissioni di gas serra e di integrare i rischi climatici nelle strategie di conservazione della biodiversità».
Focalizzando poi lo sguardo sui roghi, i ricercatori hanno calcolato anche l’aumento degli incendi boschivi sulla base dei vari scenari di riscaldamento globale. In uno scenario moderato che prevede un aumento della temperatura di circa 2,7 gradi rispetto ai livelli preindustriali, lo studio mostra che: l’area globale colpita dagli incendi boschivi potrebbe aumentare di circa il 9,3%; la stagione degli incendi potrebbe allungarsi del 22,8%; quasi l’84% delle specie vulnerabili agli incendi dovrà affrontare un rischio maggiore di incendi boschivi.
Lo studio evidenzia tra l’altro significative differenze regionali. Mentre il rischio di incendi boschivi è in aumento in molte parti del mondo, alcune regioni dell’Africa potrebbero registrare una riduzione dell’area colpita dagli incendi grazie a un clima più umido in futuro.





