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Aumenta il rischio di estinzione per otaria orsina antartica ed elefante marino meridionale

Lista Rossa IUCN: sono in pericolo a causa dei cambiamenti climatici e dell’influenza aviaria
 |  Natura e biodiversità

Tra gli animali antartici compresi nella pre-pubblicazione della Lista Rossa e nel Green Status assessments dell’International Union for Conservation of Nature and Natural Resources (IUCN) non sono solo i pinguini imperatore (Aptenodytes forsteri) a veder aumentato il loro livello di rischio di estinzione: l’otaria orsina antartica (Arctocephalus gazella) è passata dallo stato di "Rischio Minimo" a quello di "In Pericolo" e l'elefante marino meridionale (Mirounga leonina) da "Rischio Minimo" a quello di "Vulnerabile".

La popolazione di otaria orsina antartica è diminuita di oltre il 50%, passando da circa 2.187.000 esemplari adulti nel 1999 a 944.000 nel 2025, un declino in corso e che secondo l’IUCN «E’ dovuto ai cambiamenti climatici: l'aumento delle temperature oceaniche e la riduzione dei ghiacci marini spingono il krill verso maggiori profondità in cerca di acque più fredde, riducendo la disponibilità di cibo per le foche. La scarsità di krill nella South Georgia ha ridotto drasticamente la sopravvivenza dei cuccioli nel loro primo anno di vita, portando a un invecchiamento della popolazione riproduttiva. Altre minacce, come la predazione da parte di orche e foche leopardo e la competizione con le popolazioni di balene misticeti in ripresa che si nutrono dello stesso krill, potrebbero avere un impatto negativo su questa popolazione in declino».

Anche l'elefante marino meridionale è in declino dopo un epidemia di influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) e l’ICN ricorda che «Dal 2020 si è registrato un aumento significativo della prevalenza dell'influenza aviaria in tutto il mondo, che si è diffusa anche tra i mammiferi. La malattia ha colpito 4 delle 5 principali sottopopolazioni, uccidendo oltre il 90% dei cuccioli appena nati in alcune colonie e avendo un impatto grave sulle femmine adulte, che trascorrono più tempo sulle spiagge rispetto ai maschi. Cresce la preoccupazione che la mortalità dei mammiferi marini dovuta a malattie aumenterà con il riscaldamento globale, in particolare nelle regioni polari, dove gli animali non hanno avuto molta esposizione precedente agli agenti patogeni. Gli animali che vivono a stretto contatto in colonie, come gli elefanti marini meridionali, sono particolarmente colpiti dalle malattie».

Secondo Kit Kovacs, co-presidente dell’IUCN SSC Pinniped Specialist Group, «Queste valutazioni rappresentano un campanello d'allarme per tutte le foche antartiche, poiché siamo preoccupati per l'impatto dei cambiamenti ambientali su tutte le specie dipendenti dal ghiaccio. E’ urgente monitorare gli effetti dei cambiamenti climatici in Antartide. Pur essendo logisticamente difficile e costoso raggiungere questa parte del mondo, il Gruppo di specialisti sui pinnipedi dell'IUCN SSC chiede a tutte le Parti del Trattato di raccogliere più dati sulle foche nella regione».

Per Kathleen Flower, vicepresidente per la scienza della biodiversità di Conservation International, l’aumento del rischio di estinzione per pinguini imperatore e otarie orsine antartiche non è solo una brutta notizia per due specie iconiche, ma riflette quel che sta accadendo alle specie di pinguini, otarie e foche che vivono in tutto il mondo: «Il loro declino sottolinea la rapidità con cui gli ecosistemi si stanno degradando e come gli impatti cumulativi del riscaldamento globale accelerino la scarsità di cibo, l'emergere di malattie e la perdita di habitat. Il risultato è un rischio di estinzione in rapido aumento per molte specie. La Lista Rossa è uno strumento essenziale, ma deve essere adeguatamente finanziata e rafforzata con dati scientifici basati sui cambiamenti climatici per identificare i rischi e contribuire a ridurre le estinzioni causate dal clima».

Umberto Mazzantini

Scrive per greenreport.it, dove si occupa soprattutto di biodiversità e politica internazionale, e collabora con La Nuova Ecologia ed ElbaReport. Considerato uno dei maggiori esperti dell’ambiente dell’Arcipelago Toscano, è un punto di riferimento per i media per quanto riguarda la natura e le vicende delle isole toscane. E’ responsabile nazionale Isole Minori di Legambiente e responsabile Mare di Legambiente Toscana. Ex sommozzatore professionista ed ex boscaiolo, ha più volte ricoperto la carica di consigliere e componente della giunta esecutiva del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.