
Parco Nazionale di Portofino, quando?

Quando sembrava ormai solo questione di giorni l’atto formale di istituzione del Parco Nazionale di Portofino, un nuovo ricorso al Consiglio di Stato di alcune associazioni ambientaliste sembra rimettere tutto in discussione.
Il lungo e articolato (71 pagine) testo del ricorso esprime contrarietà rispetto ad una individuazione del perimetro dell’area protetta nazionale del tutto coincidente con quello dell’attuale Parco regionale, secondo un accordo fra Regione Liguria e MASE che – sostengono le associazioni proponenti – ignora completamente le indicazioni di ISPRA che del MASE rappresenta proprio l’organo tecnico e che aveva individuato un’area di “reperimento” ben più vasta ed estesa (circa 5600 ha) ad 11 Comuni, rispetto ai 3 che sono oggi coinvolti.
Quando il Parlamento, alcuni anni fa, approvò l’istituzione del Parco nazionale di Portofino, ISPRA segnalò un territorio esteso a tutta l’area del Tigullio e sulla base di questo lavoro scientifico fu istituito un Comitato di gestione provvisorio nell’ambito del quale, fra gli 11 Comuni individuati per far parte dell’area protetta, 4 manifestarono subito la loro contrarietà ad essere in qualche modo coinvolti; degli altri 7, 3 (Camogli, Portofino e S.Margherita ligure) facevano già parte del Parco Regionale, gli altri 4 (Chiavari, Coreglia, Rapallo e Zoagli) deliberarono a favore dell’adesione, pur con una parte limitata del territorio individuato da ISPRA all’interno dei loro confini.
Questa situazione generò una serie infinita di contenziosi legali, tanto da parte di Regione Liguria che, spinta soprattutto dalle pressioni degli ambienti venatori, non ha mai accettato una estensione territoriale del Parco (se non a mare, attraverso l’unificazione con l’Area Marina Protetta) quanto da parte delle associazioni ambientaliste, che hanno sempre sostenuto i confini “ISPRA”.
Ai contrasti non furono estranei neppure i rapporti non facili fra alcuni dei comuni coinvolti, relativi al differente livello di “impegno” territoriale di alcuni rispetto ad altri.
La politica? Assente, o meglio impegnata esclusivamente a sostenere le proprie (opposte) ragioni e mai a cercare soluzioni condivise che potessero mettere tutti o quasi d’accordo anziché continuare ad attendere risposte esclusivamente da parte della Magistratura.
Per tentare di risolvere questa situazione di blocco da ormai tre anni Federparchi ed ANCI Liguria hanno elaborato una propria proposta: il Parco nazionale nasca con la partecipazione dei 7 Comuni che hanno deciso di aderire, nei territori da loro individuati, lasciando fuori quelli che non desiderano essere coinvolti, perché l’area protetta può prosperare solo col consenso di chi ci vive e che magari, un domani potrà cambiare opinione proprio alla luce dei positivi risultati di gestione.
Questa proposta riguardava un territorio di circa 3.000 ha, rispetto ai 5.600 della proposta ISPRA ed ai circa 1000 ha del Parco Regionale e coinvolgeva anche parte delle ZSC presenti nell’area, oltre che, come detto, l’AMP: un punto di partenza per guardare avanti.
Così purtroppo non è stato, perché l’accordo fra Regione e MASE ha sancito il parco fotocopia di quello regionale.
Non condividiamo questa scelta ma sia pure a malincuore responsabilmente la accettiamo perché pensiamo che un ulteriore freno provocato dalla prosecuzione infinita della “via giudiziaria”, dall’una e dall’altra parte, rischi di compromettere definitivamente l’istituzione del Parco, vanificando il tanto lavoro propedeutico svolto dal Comitato di gestione provvisorio, e mettendo in forse, fra l’altro, anche la sopravvivenza dell’AMP, di cui pare che il MASE abbia pronto un decreto di soppressione, mentre riteniamo sarebbe più opportuna una semplice unificazione gestionale.
Ora necessariamente la Giustizia dovrà fare il suo corso; ma alla politica tutta chiediamo comportamenti e atti responsabili a tutela e valorizzazione di un territorio unico come Portofino
di Roberto Costa, Coordinatore Liguria e Consigliere Nazionale Federparchi





