
Le foche maculate tornano in Cina

Il 16 aprile in Cina si celebra la Giornata nazionale per la protezione della (Phoca largha) a ed è stata l’occasione per rilasciare 5 di questi pinnipedi al largo della costa di Dalian giovedì. Ogni esemplare rilasciato è stato dotato di un codice identificativo e di un dispositivo di tracciamento satellitare, per consentirne un monitoraggio continuo e garantirne una maggiore protezione.
Tra le 5 foche liberate c’era anche un esemplare soccorso al largo delle coste della Regione Autonoma del Guangxi Zhuang, nel sud della Cina. Molto lontana dall’areale di questi mammiferi marini,
La foca maculata è l'unica specie che si riproduce nelle acque cinesi e per questo è una specie protetta di Classe I a livello nazionale, è anche un simbolo della baia di Liaodong, la più meridionale delle sue 8 aree di riproduzione globali, e la sua presenza è vitale per un sano ecosistema marino.
Le foche maculate migrano verso la baia di Liaodong, nel Mar di Bohai, tra ottobre e dicembre di ogni anno e vi restano per partorire e allattare i cuccioli fino a metà-fine aprile circa, quando gradualmente si allontanano dal Mar di Bohai per iniziare il viaggio di ritorno.
L’agenzia ufficiale cinese Xinhua spiega che «Per proteggere ed espandere la popolazione selvatica di foche maculate, Dalian ha istituzionalizzato le attività di soccorso e di riproduzione artificiale, rilasciando in mare gli esemplari adulti una volta che soddisfano gli standard sanitari e completano l'addestramento al reinserimento in natura». Infatti, tre foche delle foch rilasciate in mare il 16 aprile erano state salvate e riabilitate dall'Istituto di ricerca scientifica oceanica e della pesca del Liaoning, mentre le altre due erano nate e allevate al Sunasia Ocean World di Dalian.
Il Quotidiano del Popolo, organo ufficiale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese, evidenzia che «La popolazione di foche maculate nella Baia di Liaodong, nel nord-est della Cina, è tornata a superare i 2.000 esemplari, in crescita rispetto ai meno di 1.000 degli anni '80, grazie a efficaci interventi di miglioramento dell'habitat. Negli ultimi anni è stata attuata una serie di misure di tutela, tra cui uno specifico piano d'azione per la conservazione e regolari operazioni di controllo e vigilanza, al fine di rafforzare la protezione di questa specie».
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