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Italia a rischio estinzione: l’ecoregione padana

La Lista rossa Iucn mostra che è il territorio con le valutazioni peggiori e più preoccupanti del Paese: il 100% dei suoi ecosistemi è a rischio
 |  Natura e biodiversità
© Margherita Tramutoli (aka La Tram) per greenreport.it

Delle cinque ecoregioni in cui è suddivisa l’Italia nella Lista rossa degli ecosistemi elaborata dall’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn), quella padana rappresenta in assoluto la sfera più critica, assommando più record negativi.

In questa fetta del Belpaese sono racchiusi 16 ecosistemi, che di fatto coprono però una superficie ridottissima (8,4%) del territorio padano, e per giunta sono interessati da fattori di pressione e di minaccia futura che li rendono tutti a rischio. Cinque ecosistemi su 16 sono già in pericolo critico (CR) – nessuna ecoregione italiana fa peggio –, come nei casi degli ecosistemi forestali a leccio della Pianura Padana; degli ecosistemi forestali padani, planiziali, a farnia e quelli a carpino bianco; degli ecosistemi forestali e arbustivi ripariali, a salice bianco.

Ai cinque ecosistemi in pericolo critico se ne sommano 7 in pericolo (EN) e 4 vulnerabili (VU). Uno stato dell’arte tanto difficile che porta la Lista rossa a bollare il territorio come quello «con le valutazioni peggiori e più preoccupanti rispetto alle altre ecoregioni». E a rimetterci non è solo la salute ambientale, ma anche quella umana.

Basti osservare che, in base ai più recenti dati messi in fila dall’Agenzia europea dell’ambiente (Eea), l’Italia conquista ancora il triste primato del Paese Ue con più morti l’anno da inquinamento atmosferico: 43.083 da Pm2.5, 11.230 da O3, 9.064 da NO2. Come nota Legambiente, queste morti sono «collocate prevalentemente in Pianura Padana». Che fare?

I settori dove sarebbe più urgente intervenire, per lenire gli impatti sulla salute, sono già chiari. Sappiamo infatti da dove arriva l’inquinamento atmosferico: le principali fonti di provenienza per le polveri sottili sono riscaldamento degli edifici, allevamenti e trasporti stradali; per il biossido d’azoto, il traffico veicolare; per l’ozono, trasporto su strada, riscaldamento e produzione di energia. E sappiamo anche dove concentrare gli sforzi, perché appunto l’area più inquinata – e tra le più inquinate d’Europa – è la Pianura Padana. Cosa manca? La volontà politica di agire, e salvare vite.

Quest’articolo fa parte di “Italia a rischio estinzione”, la rubrica settimanale a cura di Margherita Tramutoli aka La Tram per esplorare gli impatti sul territorio italiano della sesta estinzione di massa in corso a livello globale.

Margherita Tramutoli

Margherita Tramutoli, alter ego de La Tram, nasce a Potenza e vive a Livorno. Si laurea in Relazioni Internazionali e lavora nella cooperazione alcuni anni, poi si piega alla sua vera passione: il racconto a fumetti. Collabora, tra gli altri, con Jacobin, l’Espresso, Feltrinelli, La Revue Dessinèe, EMERGENCY, Open Arms. Oltre al graphic journalism ha la passione per la storia del colore, le bandiere e gli autogrill.