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Gamberi di fiume autoctoni cercasi: i volontari in prima linea nel bacino del Ticino

Attraverso il progetto Eco4Ticino, cittadini e volontari affiancano gli esperti nel monitoraggio della specie autoctona Austropotamobius italicus, minacciata da specie aliene e perdita di habitat
 |  Natura e biodiversità

Nel bacino del Ticino il gambero di fiume italiano Austropotamobius italicus sopravvive in poche popolazioni residue, minacciato dalla perdita di habitat e dalla diffusione di specie alloctone più competitive. Per proteggerlo è fondamentale conoscere dove è ancora presente e monitorarne lo stato di conservazione. Per questo, nell’ambito del progetto ECO4TICINO, parte di Iniziativa Ticino, cittadini e volontari sono stati coinvolti in un percorso formativo dedicato al riconoscimento delle diverse specie di gambero e alle tecniche di monitoraggio.

Un corso per imparare a riconoscere i gamberi di fiume

Il contributo della citizen science è prezioso per ampliare la capacità di osservazione del territorio e individuare rapidamente nuove popolazioni o situazioni di rischio. Tuttavia, A. italicus può essere facilmente confuso con le specie alloctone presenti nel bacino del Ticino, come Faxonius limosusProcambarus clarkii o Pacifastacus leniusculus.

Per questo gli esperti di GRAIA, partner di progetto, hanno organizzato un corso dedicato ai volontari, con una lezione teorica sulle specie presenti e sugli elementi utili per distinguerle. Ai partecipanti sono stati forniti un vademecum e una chiave dicotomica, disponibili anche sul sito di Iniziativa Ticino.

Dalla teoria alla pratica: due serate alla ricerca del gambero di fiume

Il percorso formativo è proseguito con due uscite sul campo, il 16 e 18 giugno, pensate per osservare direttamente i gamberi nel loro ambiente naturale. Prima dell’escursione, particolare attenzione è stata dedicata alle misure di biosicurezza: tutti gli stivali sono stati disinfettati con Virkon, per evitare la diffusione accidentale dell’agente responsabile della peste del gambero.

Le attività si sono svolte in fascia notturna, quando i gamberi sono più attivi. Guidati dagli esperti di GRAIA, i volontari hanno esplorato con l’ausilio di un faro un piccolo immissario del Lago Maggiore. Gli esemplari osservati sono stati estratti dall’acqua solo per pochi minuti, il tempo necessario a mostrarne le caratteristiche distintive e a spiegare come riconoscere maschi e femmine, prima di essere rilasciati. L’osservazione è stata accompagnata da spiegazioni sul comportamento della specie e su come meglio agire per segnalarne la presenza.

La forza della collaborazione sul territorio

Le uscite hanno permesso ai partecipanti di sperimentare il lavoro sul campo svolto da biologi e tecnici impegnati nella conservazione della fauna acquatica. Ora i volontari dispongono degli strumenti necessari per contribuire attivamente al monitoraggio, segnalando eventuali avvistamenti utilizzando i canali più idonei per segnalare gli avvistamenti.

La raccolta di queste informazioni rappresenta un tassello fondamentale per la tutela del gambero di fiume autoctono. La collaborazione tra esperti, enti di conservazione e cittadini dimostra come la partecipazione attiva della comunità possa diventare uno strumento concreto ed efficace per proteggere la biodiversità del territorio.

A cura di Iniziativa Ticino

Redazione Greenreport

Greenreport conta, oltre che su una propria redazione giornalistica formata sulle tematiche ambientali, anche su collaboratori specializzati nei singoli specifici settori (acqua, aria, rifiuti, energia, trasporti e mobilità parchi e aree protette, ecc….), nonché su una rete capillare di fornitori di notizie, ovvero di vere e proprie «antenne» sul territorio.