
La strage mancata delle tartarughe marine nate a Cecina

È stata una strage mancata quella avvenuta nella notte tra il 16 e il 17 agosto sulla spiaggia di Cecina, dove intorno all’1.30 sono emerse all’improvviso circa 94 piccole tartarughe marine da un nido deposto all’interno di uno stabilimento balneare e mai individuato fino a quel momento.
Il nido si trovava sotto un ombrellone dei Bagni Aurora e si è schiuso con un’emersione quasi simultanea di decine di piccoli: un fenomeno che l’associazione Tartamare definisce in gergo “nido pop corn”, quando le nascite non sono distribuite su più sere ma avvengono tutte insieme.
Il problema è che nessuna delle tartarughine appena nate ha preso spontaneamente la direzione del mare. «Dei circa 94 piccoli nati nessuno si è diretto verso il mare come avviene in maniera naturale – spiegano da Tartamare – Le piccole tartarughe, attratte dalle forti luci retrostanti, sono andate verso la strada, in direzione opposta. E se nessuno le avesse viste (se il fatto ad esempio fosse accaduto nel pieno della notte verso le 3:00 o le 4:00), le piccole sarebbero morte».

A dare per primi l’allarme sono stati alcuni ragazzi, che hanno contattato la Capitaneria di Porto e Tartamare. Il proprietario del ristorante che ha in concessione il tratto di spiaggia si è subito messo a disposizione, seguendo telefonicamente le indicazioni della responsabile scientifica Luana Papetti, mentre lo staff dell’associazione si dirigeva sul posto.
Una volta arrivati, gli esperti hanno tentato più volte di guidare le tartarughine verso l’acqua limitando per quanto possibile l’interferenza luminosa, ma senza successo. Si è quindi deciso di spostarle in una zona più buia, dove potessero raggiungere il mare in sicurezza.
Anche il comandante dell’Ufficio marittimo locale è intervenuto per sorvegliare e supportare le operazioni, mentre i tecnici comunali sono arrivati con il materiale necessario a mettere in sicurezza l’area. Sul posto sono giunti anche la sindaca di Cecina, Lia Burgalassi, e il vicesindaco Alessandro Bechini.
«Intorno all’1.30 della notte tra il 16 e il 17 agosto, sotto un ombrellone dei Bagni Aurora, sono spuntate fuori 94 tartarughine marine. Una sorpresa incredibile: un nido che non sapevamo fosse lì e che, nel cuore della notte, ha improvvisamente iniziato a muoversi», racconta Burgalassi.
Le piccole sono state poi trasferite al Tombolo Sud e accompagnate verso l’acqua utilizzando il canale di accesso al mare predisposto per un precedente nido. «Le tartarughine sono state portate al Tombolo Sud e, utilizzando il canale di accesso al mare del precedente nido, sono state accompagnate verso l’acqua con calma e nel modo più sicuro possibile. Un percorso che permetterà loro anche di conservare la memoria di un luogo tranquillo e protetto per la nascita», aggiunge la sindaca.
Nell’emergenza, dunque, il sistema di intervento ha funzionato. Ma è proprio la natura emergenziale dell’episodio a porre il problema più ampio. «Ciò che forse non funziona è che questa in realtà non dovrebbe essere un'emergenza ma una semplice emersione di piccoli di tartaruga, animale che nidifica sugli arenili e che non può farlo altrove», sottolinea Tartamare.
Il punto riguarda soprattutto il modo in cui vengono costruite e illuminate le città costiere e le strutture balneari. L’inquinamento luminoso può infatti alterare completamente l’orientamento dei piccoli appena nati, che invece di dirigersi verso il mare possono essere attratti dalle sorgenti luminose provenienti da strade, edifici e stabilimenti.
«Forse dovremmo ripensare a monte a come costruiamo e come illuminiamo le nostre città costiere e le strutture balneari. La bella notizia è che il sistema per convivere c'è. Dobbiamo solo farlo nostro», concludono da Tartamare.
L’associazione ricorda anche le regole da seguire in caso di avvistamento: chiamare immediatamente il 1530 della Guardia costiera indicando con precisione la posizione, spegnere tutte le luci evitando torce e flash dei cellulari, e non prendere iniziative autonome prima dell’arrivo o delle indicazioni degli esperti.





