
Sistemi di accumulo, Italia a quota 18 GWh di capacità complessiva: distanza significativa dal target 2030

Al 31 dicembre 2025 l’Italia ha raggiunto circa 18 GWh di capacità di accumulo, con una transizione dai piccoli impianti residenziali (in calo dopo il boom degli incentivi) ai grandi sistemi utility-scale e stand-alone. Nonostante i 10 GWh assegnati dalle ultime aste, il segmento commerciale resta marginale. A guidare la classifica regionale riguardo la maggior capacità installata di accumuli associati a impianti fotovoltaici sono tre regioni del Nord: Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Complessivamente, la strada verso l’obiettivo di 71,5 GWh di accumuli previsto per il 2030 resta a dir poco sfidante e richiede una crescita costante nei prossimi cinque anni se vogliamo garantire sicurezza e flessibilità della rete.
È questa la sintesi dell’ultimo report riguardante i sistemi di accumulo realizzato da Italia solare. Secondo i dati analizzati e diffusi dall’associazione di settore, alla fine dello scorso anno risultano connessi oltre 884.387 sistemi di accumulo elettrochimici, per una capacità complessiva di circa 18 GWh e una potenza installata pari a circa 7,2 GW, segnando una nuova fase di sviluppo del mercato: dopo la forte espansione trainata dagli incentivi edilizi, il segmento residenziale rallenta, mentre continua a crescere la componente stand-alone di grande taglia.
Spiega il coordinamento del gruppo di lavoro Accumuli di Italia Solare, Fabio Zanellini: «Il 2025 ha visto l’entrata in servizio di numerosi Bess utility scale premiati in Cm 2024 e l’assegnazione di 10 GWh nella prima asta Macse, mentre sono calate le installazioni di piccola media taglia e ibride. Si conferma quindi la necessità di dedicare attenzione a questo tipo di accumuli, utili anche alla rete di distribuzione, perseguendo al contempo, attraverso il Cm e il Macse, gli obiettivi indicati per gli impianti utility scale».
Come accennato in apertura dell’articolo, se quello appena passato è stato l’anno della futura affermazione dei grandi sistemi di accumulo con l’asta Macse che ha assegnato circa 10 GWh di nuova capacità a valori significativamente inferiori alla base d’asta, confermando la competitività economica della tecnologia, a livello di connessioni di sistemi di accumulo associati a impianti fotovoltaici o stand alone abbiamo assistito a un calo rispetto al 2024, prevalentemente a causa della battuta di arresto della taglia residenziale di potenza sotto i 20 kW.
In particolare, nel 2025 abbiamo assistito a un calo del 29% sella capacità degli impianti associati a fotovoltaico e dell’11% di quelli stand Alone, sebbene di questi ultimi il numero di installazioni sia stato pari a quello del 2024. Accanto ai grandi impianti, oltre 10 GWh di capacità risultano installati in configurazione ibrida con impianti fotovoltaici distribuiti. Si tratta in larga parte di sistemi residenziali installati negli anni precedenti (36% sotto ai 6kW e 59% tra i 6 e i 20kW sul totale), che oggi rappresentano una risorsa energetica significativa ma ancora non pienamente integrata nei meccanismi di gestione della rete. Il report realizzato da Italia solare evidenzia che permane invece una criticità nel segmento commerciale e industriale (20 kW – 1 MW), ancora marginale nel mix nazionale.
Volendo stilare una classifica nazionale, dai dati diffusi emerge che sul podio ci sono tre regioni del Nord. Ovvero la Lombardia (1.874 MWh), il Veneto (1.407 MWh) e l’Emilia-Romagna (994 MWh), che restano le regioni con maggior capacità installata di accumuli associati a impianti fotovoltaici.
Leggendo il report, emerge in conclusione che la distanza dagli obiettivi fissati per il target standard più vicino (tra cinque anni scarsi) è ancora significativa. Secondo gli scenari di sistema, al 2030 saranno necessari 71,5 GWh di accumuli, di cui 57,5 GWh di accumuli stand-alone di grande taglia e 14 GWh di accumuli di piccola taglia, per accompagnare lo sviluppo delle rinnovabili non programmabili. I 18 GWh attualmente installati rappresentano una base importante, sottolineano i ricercatori di Italia solare, ma la crescita dovrà mantenere un ritmo sostenuto nei prossimi anni per garantire la sicurezza del sistema elettrico, la riduzione delle congestioni e la massimizzazione dell’energia rinnovabile prodotta.





