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La Cina accelera sui biocarburanti: via libera a biofuel marini e SAF per l’export

Pechino punta sull’industrializzazione dei biocarburanti avanzati, con hub strategici per mare e aviazione, standard tecnici uniformi e partnership internazionali per la decarbonizzazione dei trasporti
 |  Nuove energie

WUHAN – La Cina è concentrata sulla produzione di biocarburanti passando da una fase prettamente sperimentale a una di carattere industriale dopo aver avviato progetti pilota e ampliato le certificazioni per l’export. Tra gennaio e febbraio 2026, ha assegnato un’accelerazione significativa con particolari novità rilevanti nel settore marittimo e dell’aviazione sostenibile. In particolare, il 12 febbraio 2026, il ministero del commercio cinese ha approvato un programma pilota nazionale per effettuare tecnicamente la miscelazione e l’export di biocarburanti marini nella città portuale di Zhoushan, all’interno della Zhejiang Free Trade Zone.[1] Nell’ambito di questo progetto i biocarburanti sono destinati alla produzione e commercializzazione internazionale per l’uso navale. Dunque, è possibile sostenere che si tratta di una fase strategica poiché Zhoushan è uno dei principali hub asiatici per il bunkeraggio e la sperimentazione di combustibili a basse emissioni. In questo contesto, la Cina si vuole posizionare come leader asiatico nella fornitura di biocarburanti, rafforzando la sua autonomia produttiva nazionale e diminuendo l’impronta carbonica; tutto ciò è in linea con le richieste di decarbonizzazione del trasporto marittimo come richiesto dall’Organizzazione Marittima Internazionale.[2] È interessante notare come il mercato asiatico del biodiesel si stia consolidando con operatori economici cinesi pronti a sfruttare le opportunità presenti. Il settore dei biocarburanti in Cina mostra una dinamica di crescita superiore alla media globale nei prossimi anni, soprattutto per l’etanolo, con un Compound Annual Growth Rate previsto del circa 14,9% per il periodo 2025-2035.[3] Il mercato Asia-Pacifico è in espansione, con forte domanda e politiche di supporto per biocarburanti e SAF.[4] In questo settore strategico relativo ai biocarburanti, si possono registrare interessanti sviluppi sull’area relativa al Sustainable Aviation Fuel (SAF). Infatti, lo scorso gennaio la città di Puyang, nella provincia di Henan, è stata inclusa nella White List nazionale che autorizza la produzione e l’export di carburante sostenibile per l’aviazione.[5] Questo può essere definito come un passaggio chiave verso l’industrializzazione del settore nel centro della Cina. Si può segnalare che l’azienda EcoCeres ha ottenuto il riconoscimento legale per l’export di SAF e la certificazione di aeronavigabilità.[6] Questa è una condizione necessaria per l’utilizzo del carburante nei voli internazionali. Allo stesso tempo ci rafforzano le partnership tecnologiche internazionali tra le aziende cinesi e quelle europee in modo particolare. Ad esempio, l’azienda danese Topsoe sta collaborando con operatori cinesi al fine di implementare tecnologie avanzate di produzione di SAF su scala industriale.[7] Siamo di fronte a un importante caso di integrazione tra know-how europeo e capacità manifatturiera cinese che punta a ridurre i costi e ad aumentare rapidamente la capacità produttiva. È necessario fare riferimento a degli standard precisi come quelli inseriti nel piano regolatorio emanato dalla National Energy Administration. Questo ente governativo ha avviato delle consultazioni pubbliche[8] per poter aggiornare i meccanismi di gestione e standardizzazione dei combustibili liquidi biologici. Pertanto, la definizione di standard tecnici uniformi è considerata essenziale per tre ragioni: (i) attrarre investimenti e (ii) garantire la qualità del prodotto e (iii) facilitare l’accesso ai mercati esteri. Se da un lato ci sono molti aspetti positivi dall’altro, tuttavia non mancano diverse criticità. Non a caso diverse organizzazioni ambientaliste hanno evidenziato notevoli preoccupazioni inerenti al coinvolgimento di investimenti stranieri. Precisamente, investitori cinesi hanno presentato diversi progetti di sviluppo e produzione di biocarburanti in Indonesia, strettamente legati all’espansione della produzione intensiva di olio di palma potenzialmente in grado di aumentare la deforestazione.[9] Come spesso accade in questi casi, siamo di fronte alla problematica della sostenibilità delle materie prime e in generale è la cosiddetta global supply chain. Purtroppo la produzione intensiva di biocarburanti se da un lato fa intravedere grandi prospettive nella decarbonizzazione dei trasporti, dall’altro lato presenta degli effetti collaterali controproducenti salvo che non si possano stabilire standard rigidi di tutela degli ecosistemi. Tenendo conto di quanto affermato e descritto sopra, si suggerisce di stabilire una strategia industriale rivolta al raggiungimento della neutralità climatica. In generale, in questa fase iniziale del 2026, è possibile notare una direzione chiara. In modo molto pragmatico, il gigante asiatico desidera potenziare e rendere più dinamico il settore dei biocarburanti avanzati nel settore marittimo e nell’aviazione civile attraverso l’integrazione della produzione domestica e dell’export basata su standard tecnici precisi. Dobbiamo tenere presente che il settore marittimo è quello dell’aviazione sono tecnicamente tra i più difficili da decarbonizzare. In definitiva, il governo cinese strategicamente punta alla leva della produzione industriale per evolvere l’attuale transizione energetica. Nel breve periodo, la sfida principale sarà quella di conciliare tre aspetti fondamentali di questo settore: (i) la ricerca e lo sviluppo di prodotti compatibili con l’ambiente, (ii) la sostenibilità delle filiere e soprattutto (iii) l’accesso ai mercati internazionali.

[1] Manifold Times, China debuts first marine biofuel blending pilot programme in Zhoushan, 12 febbraio 2026.

[2] QC Intelligence, Asia biofuels: China approves marine bio blending, SE-A market steady, febbraio 2026.

[3] www.futuremarketinsights.com/reports/ethanol-biofuel-market?.com

[4] www.worldbioenergy.org/uploads/251118%20GBSR.pdf?.com ; www.gminsights.com/industry-analysis/asia-pacific-biofuel-market?.com .

[5] China News (Henan), Puyang inclusa nella lista nazionale per l’export di SAF, 8 gennaio 2026

[6] Biofuels News, EcoCeres earns China’s SAF export recognition and airworthiness certificate, gennaio 2026.

[7] Biofuels News, Topsoe fuels China’s push for sustainable aviation fuel, febbraio 2026.

[8] Sina Finance, Consultazione pubblica sugli standard per i bio-combustibili liquidi, 25 febbraio 2026.

[9] Fair Observer, China Should Stop Funding Biofuel Projects Linked to Indonesia’s Deforestation, gennaio 2026.

Giuseppe Poderati

Giuseppe Poderati è professore di Lingua e Cultura Italiana presso la Hubei University of Economics in Cina con focus su eco-linguismo. Laureato con lode in Giurisprudenza presso l’Università LUMSA, ha arricchito il suo percorso formativo partecipando a un programma di scambio internazionale presso la SUNY - State University of New York e il Center for Italian Studies. Giuseppe ha proseguito gli studi con corsi post-laurea in Business Internazionale, Politiche Pubbliche nell’Euro-Mediterraneo, ASEAN e Diritto Internazionale e Comparato, frequentando prestigiose istituzioni come il Graduate Institute di Ginevra e la National University of Singapore. Durante la sua carriera accademica, è stato visiting scholar presso il Max Planck Institute e l’Università di Palermo. Autore di numerosi articoli scientifici, Giuseppe ha completato un dottorato di ricerca in Diritto Ambientale presso la Wuhan University, consolidando il suo profilo di studioso internazionale e collaborando con altre università e organizzazioni.