
Caro energia: il legno è un’alternativa?

Scaldarsi con il legno dei boschi pianificati, gestiti, certificati è possibile e può essere un’alternativa alla dipendenza di gas e petrolio. A rilanciare la filiera bosco-legno-energia è Uncem (Unione dei Comuni Montani) che la considera la prima rinnovabile d’Italia, insieme all'idroelettrico. Un settore quello della forestazione che secondo Uncem potrebbe dare lavoro a 10.000 persone e valore a 12 milioni di ettari di foreste. Il modello è quello già attuato in tanti comuni di Alpi e Appennini dove il legno cippato e il pellet per impianti grandi e piccoli per produrre energia termica sono prodotti "in cascata" successivi a lavorazioni di materiale per paleria, case, carpenteria. Per fare questo occorre però investire sul sistema forestale, sbloccare il Conto termico 3.0 per gli impianti, rinnovare il parco macchine domestiche e dei Comuni. Ma, assicurano a Uncem, vale la pena investire sulla filiera del legno a vantaggio di intere comunità e nell’ottica di smarcarsi dalla dipendenza di fossili dall'estero.



