
Dalla Bei oltre 75 miliardi di euro di finanziamenti in tre anni a sostegno della transizione per l’energia pulita

«La transizione verso l’energia pulita è fondamentale per l’autonomia strategica, la competitività e la prosperità sostenibile dell’Europa. La decarbonizzazione rappresenta un’opportunità per la crescita economica e l’occupazione in tutta Europa». Si apre così la “Comunicazione della Commissione Ue al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni” riguardante la “Strategia di investimento nell’energia pulita”. Secondo i piani di Bruxelles questo provvedimento (in originale “Clean energy investment strategy”) contribuirà a colmare il divario tra il capitale privato attualmente disponibile e gli investimenti necessari per accelerare la transizione energetica. «Contribuirà a ridurre il rischio dei progetti e a mobilitare finanziamenti privati per le reti, le tecnologie innovative nel campo dell’energia pulita e l'efficienza energetica».
La Commissione europea, spiegano sempre da Bruxelles, attuerà questa strategia in stretta collaborazione con la Banca europea per gli investimenti (Bei), che intende erogare oltre 75 miliardi di euro di finanziamenti nei prossimi tre anni a sostegno degli obiettivi della transizione verso l’energia pulita. In particolare, il gruppo Bei si impegnerà a versare un importo indicativo fino a 500 milioni di euro al Fondo strategico per gli investimenti nelle infrastrutture. Ciò fornirà un capitale di riferimento da investire in specifici progetti di infrastrutture energetiche, dando un impulso finanziario agli obiettivi del Pacchetto europeo sulle reti (European grids package).
L’obiettivo dell’iniziativa messa in campo dalla Commissione Ue è, oltre a quello della decarbonizzazione, quello di garantire una maggiore indipendenza energetica, combattere la povertà energetica e ridurre le bollette. Come? Con maggiore flessibilità (sono previste procedure più rapide per il cambio di fornitore), una riduzione dei costi (sul tavolo ci sono proposte per abbassare tasse e oneri sulle bollette elettriche) e l’incentivo all’autoconsumo (sono previste azioni concrete per permettere ai cittadini di produrre e condividere la propria energia pulita più di quanto non sia stato fatto finora, considerato quello che ha sottolineato giusto in questi giorni la Corte dei conti dell’Ue sulle comunità energetiche).
Tutto ciò sarà fatto attuando il Citizens energy package, provvedimento teso a mettere al centro del sistema energetico proprio i consumatori. Un’impostazione giudicata positivamente dal think tank per il clima Ecco, che per bocca della senior analyst governance Giulia Colafrancesco dice: «L’Europa fa bene a mettere i cittadini al centro della transizione energetica. Il contesto di ‘policrisi’ in cui stiamo vivendo dimostra che il problema non è il costo della transizione, ma la dipendenza da combustibili fossili. La strada per bollette più stabili e convenienti passa soprattutto da un incremento delle rinnovabili, da una maggior elettrificazione e da interventi di efficienza energetica che permettono di ridurre il costo dell’energia nel lungo periodo e, al tempo stesso, di rafforzare l’indipendenza energetica europea». Il centro studi sottolinea che il pacchetto presentato a Bruxelles sembra andare proprio in questa direzione, sottolineando il ruolo dell’elettrificazione come leva per ottenere energia più economica e stabile nel lungo periodo. In questo contesto, ribadiscono i ricercatori di Ecco, alleggerire il costo dell’elettricità può favorire la diffusione di tecnologie come pompe di calore, sistemi di gestione intelligente dell’energia e soluzioni di efficienza energetica. «In questo senso, sarà importante allineare gli interventi nazionali sul caro energia con gli obiettivi europei, al fine di rendere l’elettricità più competitiva rispetto ai combustibili fossili. Allo stesso tempo, la riduzione dei prezzi dell’energia non può basarsi esclusivamente su una socializzazione generalizzata dei costi».





