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Secondo le statistiche di Terna, nel 2024 l’agricoltura italiana ha utilizzato circa 6.685 GWh di energia elettrica

L’agrisolare copre un terzo del fabbisogno del settore agricolo. In 20 anni 10 miliardi di risparmi

È quanto emerge da un’indagine condotta dall’agenzia specializzata Agricolae, mentre i ricercatori dell’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili spiegano perché installare pannelli fotovoltaici anche a terra e non solo sui tetti di stalle e capannoni favorirebbe tanto gli agricoltori quanto la biodiversità
 |  Nuove energie

Lo sviluppo dell’agrisolare sta dando risultati interessanti e, se portato nella giusta direzione, può far ottenere benefici anche maggiori. Secondo un report pubblicato dall’agenzia specializzata Agricolae, «a regime, gli impianti fotovoltaici installati nelle aziende agricole consentiranno di coprire circa un terzo dei consumi elettrici del settore, generando 540 milioni di euro di risparmi energetici ogni anno, pari a oltre 10,8 miliardi di euro nell’arco di vent’anni di vita degli impianti». Si tratta di un dato significativo se confrontato con i consumi di questo settore, considerando che secondo le statistiche di Terna, nel 2024 l’agricoltura italiana ha utilizzato circa 6.685 GWh di energia elettrica, e con lo sviluppo completo del programma finanziato dal Pnrr una parte significativa di questo fabbisogno verrà prodotta direttamente nelle aziende agricole attraverso impianti installati sui tetti di stalle, magazzini e strutture produttive.

Il percorso verso questo risultato si sta sviluppando in tre tappe successive, fanno presente gli esperti di Agricolae: la prima riguarda gli impianti già realizzati nell’ambito della misura agrisolare, che ha portato all’installazione di 15.000 impianti per una potenza complessiva di 1 GW, che generano circa 210 milioni di euro di risparmio energetico all’anno. «Considerando una vita utile degli impianti di vent’anni, il valore economico complessivo di questa prima fase supera i 4,2 miliardi di euro», scrivono. «La seconda fase è quella attualmente in corso e porterà il programma a un livello molto più avanzato. Con i progetti già finanziati e in fase di realizzazione si arriverà a 23.000 impianti installati per una potenza complessiva di 1,7 gigawatt. Il risparmio energetico annuo salirà così a circa 400 milioni di euro, con un beneficio economico complessivo stimato in 8 miliardi di euro lungo la vita degli impianti. Questa fase del programma, secondo il calendario operativo della misura, si concluderà entro il 30 giugno, per un totale di 2,3 miliardi di euro di impianti già finanziati».

La fase successiva è quella avviata con il nuovo bando agrisolare, che vale 800 milioni di euro e che porta la misura ad un totale di 3,150 miliardi di euro. La risposta delle imprese agricole è stata immediata: se la scadenza è prevista per il 9 aprile, già nelle prime 48 ore sono arrivate oltre 5.000 domande. Si legge sempre nel report di Agricolae: «Con questo ultimo intervento il programma raggiungerà la piena dimensione prevista: 30.000 impianti fotovoltaici installati nelle aziende agricole italiane, per una potenza complessiva di 2,3 gigawatt. A quel punto il sistema Agrisolare sarà in grado di generare 540 milioni di euro di risparmi energetici ogni anno, che lungo la vita utile degli impianti si tradurranno in oltre 10,8 miliardi di euro di benefici economici per il settore agricolo. In termini energetici, l’impatto è altrettanto significativo: la produzione elettrica generata dagli impianti permetterà di coprire circa il 33% dei consumi elettrici dell’agricoltura italiana, trasformando progressivamente migliaia di aziende in produttori diretti di energia rinnovabile e rafforzando l’autonomia energetica del comparto».

Vedremo nei prossimi mesi se effettivamente si arriverà alla dimensione prevista. Quel che è certo è che vietare l’installazione dei pannelli fotovoltaici ai soli tetti, come previsto dalla normativa italiana, non è detto che sia la scelta giusta, anche riguardo la questione della tutela del suolo agricolo. Come emerge da uno studio realizzato dall’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (International renewable energy agency, Irena) l’agrivoltaico può migliorare l’efficienza dell’uso del suolo e può anche aumentare la produttività agricola, migliorando la sicurezza alimentare e il sostentamento degli agricoltori. Inoltre, nelle zone in cui l’agricoltura non ha accesso all’acqua e all’elettricità, il fotovoltaico può essere utilizzato per alimentare i sistemi di irrigazione. E tutto ciò non riguarda solo i pannelli installati su tetti di edifici, ma anche quelli installati a terra, a maggiori o inferiori altezze dal suolo. Gli esempi che cita l’Irena sono molteplici. Ad esempio, per quel che riguarda «pascolo solare»: poiché l’erba attorno agli impianti fotovoltaici solari necessita di una gestione regolare per evitare che cresca troppo, combinare gli impianti fotovoltaici solari con il pascolo del bestiame, come pecore, bovini e pollame, può anche portare benefici all’ambiente. «Il pascolo del bestiame negli impianti fotovoltaici solari può ridurre i rischi di incendio causati dalla crescita eccessiva degli arbusti, ad esempio. Può anche far risparmiare sui costi di gestione della vegetazione e i pannelli possono proteggere gli animali dal calore, aumentando potenzialmente la produzione di carne e latte del bestiame». In Canada, raccontano i ricercatori dell’Irena, uno studio ha rilevato che gli impianti solari su scala industriale combinati con l’allevamento di pecore possono aumentare i profitti degli agricoltori fino al 40%, a seconda di come le pecore vengono vendute sui mercati.

Ma il solare sui campi è utile anche per il ripristino dei terreni degradati: questi infatti possono causare polvere e tempeste di sabbia alimentate da forti venti. Quando i progetti fotovoltaici vengono realizzati in aree con queste condizioni, possono controllare le tempeste di sabbia e ripristinare la vegetazione locale, favorendo così il ripristino del terreno. I cambiamenti ambientali causati dagli impianti fotovoltaici possono anche riequilibrare ‘'ecosistema e migliorare la biodiversità locale. Gli impollinatori, come le farfalle e le api, svolgono un ruolo importante nell’ecosistema e nelle attività agricole. È stato dimostrato, spiegano i ricercatori dell’Irena, che piantare vegetazione favorevole agli impollinatori sotto gli impianti fotovoltaici crea un habitat più adatto agli impollinatori rispetto alle aree senza pannelli solari. In Germania, ad esempio, la presenza di impollinatori nei progetti agrivoltaici è aumentata dal 33% all’88% rispetto alle aree senza pannelli.

Redazione Greenreport

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