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Frena la crescita delle rinnovabili in Italia, Terna: a febbraio -17,9% rispetto al 2025

Nonostante tutto l’energia elettrica da fonti pulite è in aumento (+27,8%) rispetto allo stesso mese dell’anno precedente: più che raddoppia la produzione eolica (+116,7%) che diventa la prima fonte, ma crescono anche fotovoltaico (+25,5%) e idroelettrico (+6,2%)
 |  Nuove energie

La società che gestisce la rete elettrica nazionale in alta tensione, Terna, ha appena aggiornato i dati al mese di febbraio, documentando l’ennesimo rallentamento nella crescita degli impianti rinnovabili installati in Italia, nonostante la guerra in corso in Medio Oriente abbia (ri)portato nel caos i mercati energetici globali legati ai combustibili fossili coi conseguenti rincari che si stanno già abbattendo sulle bollette italiane.

Più nel dettaglio, a febbraio la richiesta di energia elettrica italiana è stata di 25.355 GWh, in aumento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (+2,1%) ed in diminuzione rispetto a febbraio 2024 (-0,2%). È stata soddisfatta per il 45,6% da fonti energetiche non rinnovabili e per il 37,9% da fonti energetiche rinnovabili (e la restante quota dal saldo estero): la produzione da rinnovabili è in aumento (+27,8%) rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. In particolare, Terna registra un più che raddoppio della produzione eolica (+116,7%), che diventa la prima fonte energetica del mese per il Paese, ma anche un della produzione da fonte fotovoltaica (+25,5%) e della produzione idroelettrica rinnovabile (+6,2%), mentre cala quella geotermica (-2,7%).

L’aumento di 1.493 GWh per l’eolico è dovuto soprattutto alla maggior ventosità (+1.414 GWh) e solo in parte alla variazione positiva della capacità installata (+79 GWh), perché purtroppo la crescita delle installazioni di nuovi impianti rinnovabili continua a rallentare mese dopo mese.

Secondo le rilevazioni di Terna, al 28 febbraio si registrano lungo lo Stivale 84.562 MW di potenza rinnovabile installata, di cui, in particolare, 44.390 MW di solare e 13.781 MW di eolico. Ma sempre considerando tutte le fonti rinnovabili, a febbraio la capacità installata è aumentata di 559 MW: un dato inferiore di 85 MW (-17,9%) rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

La disinformazione – col consueto corredo di sindromi Nimby e Nimto – insieme al caos normativo continuamente alimentato dal Governo Meloni, continuano dunque a precludere all’Italia la possibilità di guadagnare indipendenza dai combustibili fossili, e dunque maggiore sovranità energetica oltre che bollette più basse.

Redazione Greenreport

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