
Oltre 5 milioni di italiani sono in povertà energetica. E ora la guerra in Iran peggiora la situazione

Già alla fine del 2025 avevamo segnalato quanto fosse diffuso in Italia il problema della povertà energetica, ovvero l’estrema difficoltà o anche l’impossibilità, per una famiglia o un individuo, di usufruire di servizi essenziali come il riscaldamento o il raffrescamento degli ambienti, l’illuminazione, la disponibilità di acqua calda, a causa di un reddito basso unito a spese energetiche elevate. Ora, dopo i bombardamenti statunitensi e israeliani sull’Iran cominciati il 28 febbraio scorso e il blocco dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran, quel problema si è ulteriormente acuito. Come segnala l’ultimo report della Cgia di Mestre, sono 5,3 milioni gli italiani che faticano a sostenere le spese essenziali per l’energia elettrica e il riscaldamento.
I dati sono stati elaborati dall’Ufficio studi della Cgia su fonti Istat e Oipe. Viene confermato che a vivere in questa drammatica situazione sono 2,4 milioni di famiglie e viene sottolineato che il problema si è fatto più vincolante con l’aumento dei costi dei carburanti.
Le situazioni più difficili si concentrano soprattutto nel Sud, si legge nel report, in particolare in Puglia. Qui sono oltre 302.500 le famiglie in difficoltà, per un totale di quasi 700.000 persone: significa che 18 famiglie su 100 vivono questa condizione. Subito dopo troviamo la Calabria, con più di 143.400 famiglie coinvolte (oltre 318.000 persone) e il Molise, dove le famiglie in difficoltà sono 22.650 (quasi 49.000 individui). Anche in queste regioni il fenomeno riguarda una quota molto rilevante dei nuclei familiari residenti, rispettivamente il 17,4 e il 17 per cento. Le situazioni meno gravi, invece, interessano le Marche, il Friuli Venezia Giulia e il Lazio.
I dati, sottolinea la Cgia, si riferiscono al 2024, tuttavia, alla luce dei recenti rincari dei prezzi dell’energia elettrica e gas registrati negli ultimi 40 giorni dopo lo scoppio del conflitto in Iran, è molto probabile che la situazione sia destinata a peggiorare, con un aumento generalizzato della povertà energetica in tutto il Paese. Un andamento che potrebbe essersi già consolidato nel 2025: rispetto all’anno precedente, infatti, i prezzi del gas e dell’energia elettrica sono cresciuti rispettivamente del 6,3 e del 6,7%.
Per quanto riguarda il gas naturale, lo scorso mese di marzo il prezzo di borsa medio si è attestato a 53 euro/MWh, in aumento rispetto ai 38,7 del 2025 e ai 36,3 del 2024. Sempre a marzo, anche il costo dell’energia elettrica ha registrato una media di 143 euro/MWh, contro i 116,1 del 2025 e i 108,3 del 2024.
I livelli record raggiunti nelle settimane scorse sono legati alla crisi in Medio Oriente e potrebbero crescere ulteriormente se il conflitto dovesse protrarsi per molti mesi, con gravi ripercussioni negative soprattutto sui bilanci delle famiglie economicamente più fragili.
I rincari delle bollette di luce e gas previsti per l’anno in corso dovrebbero provocare, secondo l’Ufficio studi della Cgia, un prelievo aggiuntivo ai bilanci delle famiglie italiane di 5,4 miliardi di euro che sale a 6,6 se il confronto viene eseguito rispetto al 2024. A livello regionale è la Lombardia che in termini assoluti subisce l’aggravio più importante: rispetto al 2025 il rincaro è pari a 1,1 miliardi di euro. Seguono il Veneto con +557 milioni, l’Emilia Romagna con +519 e il Lazio con +453. Chiudono la graduatoria nazionale la Basilicata con +45 milioni di euro, il Molise con +25 e la Valle d’Aosta con +10 milioni di euro.





