
Rinnovabili a +692 GW nel 2025. L’Irena: stanno riducendo la dipendenza da combustibili fossili in diversi paesi

A livello globale, la capacità di energia rinnovabile continua a crescere a una velocità record, con 692 GW aggiunti nel 2025. Eolico e fotovoltaico stanno già riducendo la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili in diversi paesi: dalla Spagna e dal Portogallo in Europa, alla Cina, all’India e al Pakistan in Asia. E questo è tanto più importante ora che siamo alla seconda crisi energetica innescata da una guerra nell’arco di appena quattro anni: in Ucraina nel 2022, in Iran ora.
Ad evidenziare tutto ciò è un nuovo report realizzato dall’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (Internagional renewable energy agency, Irena) dal titolo “From Energy Crisis to Energy Security”. Il documento è rivolto ai responsabili politici chiamati a far fronte alle turbolenze dei mercati energetici internazionali, propone una serie di misure immediate e a lungo termine volte a proteggere i paesi e le comunità dagli effetti più gravi della crisi e a orientare la loro ripresa economica verso una maggiore sicurezza energetica e resilienza.
Tra i consigli indirizzati ai responsabili politici per il breve periodo (entro sei mesi) c’è quello di facilitare la diffusione delle energie rinnovabili distribuite, sfruttando le partnership intersettoriali per mobilitare risposte rapide, di fornire sostegno finanziario e logistico per accelerare lo sviluppo, di ricorrere a campagne di informazione pubblica e a misure obbligatorie per ridurre la domanda di energia, di accelerare l’adozione di tariffe basate sull’ora di consumo per consentire ai consumatori di spostare il proprio consumo di elettricità verso le fasce orarie in cui l’offerta di energia rinnovabile sulle reti è elevata e i prezzi sono bassi. Tra le raccomandazioni c’è anche quella di attuare misure fiscali quali sovvenzioni, sussidi o sgravi fiscali a sostegno dell’elettrificazione, di accelerare la realizzazione di mini-reti ibride fotovoltaico-batteria in aree remote off-grid o con reti deboli e di accelerare l’elettrificazione dei veicoli a due/tre ruote nelle economie emergenti, incentivare l’elettrificazione del trasporto pubblico attraverso il sostegno finanziario e fiscale, incoraggiare il car-pooling ove opportuno.
Le azioni a medio termine suggerite dall’Irena (6-12 mesi) mirano ad accelerare la diffusione delle energie rinnovabili, rafforzando al contempo la resilienza e le condizioni di investimento. Esse comprendono l’accelerazione dei progetti relativi alle energie rinnovabili e alla rete elettrica, la destinazione specifica dei finanziamenti e l’adeguamento delle politiche all’inflazione e alle pressioni sulle catene di approvvigionamento. L’espansione dello stoccaggio in batterie, le misure sul lato della domanda e il potenziamento della rete, viene spiegato, miglioreranno la flessibilità e consentiranno un maggiore ricorso all’energia solare ed eolica. Gli incentivi dovrebbero sostenere il riscaldamento, l’elettrificazione, le infrastrutture per i veicoli elettrici e i carburanti sostenibili per l’aviazione.
Nel lungo termine (1-3 anni), spiega sempre l’Irena, sono necessari quadri politici chiari per attrarre investimenti, integrare l'elettrificazione nella pianificazione nazionale e rafforzare le catene di approvvigionamento interne. Sarà fondamentale facilitare i progetti ibridi, sostenere l'elettrificazione industriale, espandere le mini-reti e collegare il sostegno ai combustibili fossili al raggiungimento degli obiettivi in materia di energie rinnovabili.
Nel testo viene sottolineato che il calo dei costi ha trasformato l’economia della produzione di energia. Oltre l’85% delle nuove energie rinnovabili è ora più economico rispetto alle alternative basate sui combustibili fossili. Dal 2010, il costo dell'energia solare è diminuito dell’87%, quello dell’eolico onshore del 55% e quello dello stoccaggio in batterie del 93%. Nel frattempo, le energie rinnovabili stabili, ovvero quelle che combinano l’eolico o il solare con lo stoccaggio in batterie, forniscono energia 24 ore su 24, 7 giorni su 7, a costi inferiori rispetto alla maggior parte delle alternative alimentate da combustibili fossili.
«L’attuale crisi dimostra chiaramente l’importanza strategica delle energie rinnovabili come imperativo di sicurezza nazionale», spiega il direttore generale dell’Irena Francesco La Camera. «Si presenta l’opportunità di dare priorità alle azioni che rafforzano la stabilità energetica a lungo termine. I governi devono prendere urgentemente in considerazione interventi mirati per orientare gli investimenti e le misure di emergenza verso l’accelerazione della diffusione dell’energia rinnovabile e l’elettrificazione dei processi e dei settori ad alto consumo energetico».
Il conflitto in corso in Medio Oriente ribadisce l’intrinseca debolezza strutturale e la vulnerabilità dei sistemi energetici nazionali che rimangono dipendenti dai combustibili fossili, e dei mercati in cui i costi del petrolio e del gas incidono fortemente sui prezzi dell’elettricità.
Le conseguenze si estenderanno oltre i mercati energetici e le catene di approvvigionamento, interessando intere economie e influenzando contemporaneamente l’inflazione e l’attività economica, con effetti probabilmente più marcati per le comunità più vulnerabili in tutto il mondo.
La Camera aggiunge a tal proposito: «Gli esempi nazionali riportati nella nota consultiva dell’Irena confermano la resilienza delle energie rinnovabili. Essi dimostrano il ruolo crescente che le energie rinnovabili possono svolgere nel rafforzare la resilienza e la sicurezza del sistema energetico, riducendo l’esposizione alla volatilità dei prezzi dei combustibili fossili e sostenendo la stabilità economica a lungo termine».





