
Nonostante Trump, per la prima volta le rinnovabili negli Usa producono più elettricità del gas

Nonostante la crociata mossa da Donald Trump contro le energie rinnovabili, nel corso dell’ultimo mese negli Usa le fonti pulite hanno prodotto più elettricità rispetto al gas fossile: è la prima volta che accade, come segnalano dall’Università di Yale mettendo in fila i dati del think tank Ember e quelli della Energy Information Administration.
Nel complesso, le rinnovabili – come solare, eolico, idroelettrico, geotermia – sono state la principale fonte di elettricità negli Stati Uniti a marzo; il nuovo massimo storico per le rinnovabili riflette sia la rapida crescita di eolico e solare sia il calo stagionale della domanda di energia. Il clima mite primaverile di solito riduce la necessità sia di riscaldamento sia di raffrescamento e, quando la domanda di elettricità scende, le centrali a carbone e a gas riducono la produzione. Il mese scorso, i combustibili fossili hanno generato meno elettricità che in qualsiasi altro mese di marzo da almeno 25 anni.
Solare, eolico e batterie rappresenteranno il 93% della capacità di generazione aggiunta alla rete quest’anno, secondo la Energy Information Administration (Eia), ma la domanda di elettricità in rapido aumento – insieme alle scelte di policy di Trump – sta dando una boccata d’ossigeno anche ai combustibili fossili. Le aziende tecnologiche stanno infatti installando generatori a gas naturale per alimentare nuovi data center, mentre i gestori delle reti stanno rinviando la dismissione di vecchie centrali a carbone.
Nove centrali a carbone che avrebbero dovuto essere chiuse l’anno scorso hanno visto prolungata la loro operatività, incluse cinque in risposta a ordini di emergenza del Dipartimento dell’Energia. Solo quattro centrali a carbone hanno dismesso gruppi di generazione l’anno scorso, secondo l’Eia; per questo la capacità complessiva a carbone ritirata l’anno scorso, che resta comunque in calo, è stata la più bassa degli ultimi 15 anni.





