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Rinnovabili, le installazioni in Italia riprendono a crescere: a marzo +14% rispetto a un anno fa

Hanno coperto il 39,3% della domanda elettrica nazionale. Terna registra un aumento della produzione fotovoltaica, mentre calano eolico e idroelettrico
 |  Nuove energie

Il mese di marzo segna una piccola svolta nel mondo delle rinnovabili italiane: dopo che l’intero 2025 è stato segnato da una crescita al rallentatore del comparto rispetto all’anno precedente per le nuove installazioni (+7,2 GW, -3,9%) come anche per la produzione di elettricità (130.937 GWh, -2,3%) – una tendenza che si è mantenuta anche a gennaio e febbraio 2026 –, nell’ultimo mese Terna segnala un cambio marcia.

La società che gestisce la rete elettrica nazionale in alta tensione ha appena aggiornato i dati al mese di marzo, documentando che la capacità rinnovabile in esercizio è aumentata di 586 MW: un valore superiore di 72 MW (+14%) rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Al 31 marzo si registrano 85.167 MW di potenza installata, di cui, in particolare, 44.952 MW di solare e 13.831 MW di eolico.

Il quadro resta comunque in chiaroscuro. A marzo le fonti rinnovabili hanno coperto il 39,3% della domanda elettrica nazionale (contro il 40,2% di marzo 2025), in sostanziale stabilità rispetto a un anno fa. In flessione fonte idrica (-7,4%) ed eolica (-13,7%), compensate dalla crescita della fonte fotovoltaica (+17,1%) – principalmente guidata dall’aumento della capacità installata, +1.439 MW da gennaio a oggi – e, in misura minore, della geotermica (0,7%). In calo invece la produzione termoelettrica (-6,9%).

Complessivamente, lungo lo Stivale al 31 marzo si registrano 85.167 MW di potenza rinnovabile installata, di cui, in particolare, 44.952 MW di solare e 13.831 MW di eolico; relativamente agli accumuli, in Italia si registrano invece 919.037 impianti che corrispondono a 18.808 MWh di capacità e 7.731 MW di potenza nominale.

Il ritmo di sviluppo resta comunque troppo lento rispetto alle necessità del Paes, con la disinformazione – col consueto corredo di sindromi Nimby e Nimto – insieme al caos normativo continuamente alimentato dal Governo Meloni, che continuano dunque a precludere all’Italia la possibilità di guadagnare indipendenza dai combustibili fossili. Basti osservare che per traguardare i pur timidi obiettivi al 2030 individuati dallo stesso Governo col decreto Aree idonee servirebbero almeno +11 GW di nuove rinnovabili l’anno, una frazione dei +20 GW che il sistema industriale nazionale sarebbe pronto a mettere a terra.

Redazione Greenreport

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