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La crisi energetica di oggi per l’Europa non è analoga a quella del 2022, merito delle rinnovabili

Due studi pubblicati in questi giorni mostrano che le tecnologie pulite messe in campo consentono di pagare elettricità e carburante meno di quanto non si riuscì a fare quattro anni fa. Secondo i calcoli del Crea, i Paesi dell’Ue con il mix energetico più pulito risparmieranno il 58% in più – 8,5 miliardi di euro – sulle bollette rispetto a quelli ancora dipendenti dai combustibili fossili
 |  Nuove energie

L’aumento dei prezzi dei combustibili fossili causata dalla guerra in Iran sta impattando sulle spese di famiglie e aziende di tutta l’Europa. Quella innescata dai bombardamenti statunitensi e iraniani il 28 febbraio e poi dal blocco dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran non è però la crisi del 2022: da allora, alcuni Paesi hanno accelerato la transizione verso l’energia pulita, mentre i consumatori traggono sempre più vantaggio da soluzioni che consentono di risparmiare su carburante e bollette elettriche, come i veicoli elettrici e i pannelli solari.

In tal senso sono illuminanti alcuni studi pubblicati in questi giorni. Il primo è stato realizzato da Zero Carbon Analytics e mostra come i consumatori europei stiano reagendo all’attuale crisi energetica orientandosi verso le tecnologie pulite. I dati relativi alle vendite e al comportamento sui motori di ricerca evidenziano questo cambiamento: in Germania sono stati registrati oltre 1,2 milioni di impianti solari collegati alla rete elettrica, mentre le vendite di veicoli elettrici sono aumentate di oltre il 50% in diversi paesi nel mese di marzo. Ma la legislazione è fondamentale, segnalano i ricercatori che hanno lavorato al report, come dimostra l'esempio degli impianti solari collegati alla rete elettrica: la Germania è all'avanguardia nonostante condizioni climatiche meno favorevoli rispetto ai Paesi mediterranei.

Un altro studio interessante circa i passi avanti compiuti sulle energie pulite negli ultimi anni arriva dal Crea (Centre for research on energy and clean air) e spiega in particolare come i Paesi dell'Ue con il mix energetico più pulito risparmieranno il 58% in più – 8,5 miliardi di euro – sulle bollette rispetto ai Paesi ancora dipendenti dai combustibili fossili.

Secondo questa analisi, i Paesi sono ora più protetti dall'aumento dei prezzi del gas rispetto alla crisi innescata dalla Russia ai danni dell’Ucraina: ogni aumento di 1 euro/MWh dei prezzi del gas ha comportato un aumento di 0,37 euro/MWh dei prezzi dell'elettricità, con una riduzione dell'8% rispetto al 2022.

Ma i progressi sono disomogenei tra i vari Paesi: per la Svezia, campione delle energie rinnovabili, questa cifra è di soli 0,04 euro/MWh, mentre la maggiore dipendenza dal gas della Polonia ha fatto salire la sua cifra a 0,36 euro/MWh.

Redazione Greenreport

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