
L’Unione europea resta il primo acquirente di Gnl russo: importiamo il 49% delle esportazioni di Mosca

Non c’è guerra, sanzione, impegno che basti: l'Unione europea resta il principale acquirente del gas naturale liquefatto russo e, di poco, anche del gas russo trasportato via gasdotto. E questo nonostante la politica dichiarata di progressivo abbandono delle forniture energetiche provenienti da Mosca. I dati, tutt’altro che entusiasmanti, emergono dal report di luglio diffuso dal Centre for Research on Energy and Clean Air (CREA). «L'Ue rimane il maggiore acquirente di Gnl russo, rappresentando quasi la metà, il 49%, delle esportazioni totali di Gnl della Russia», rileva il rapporto. Seguono Cina con il 23%, Giappone con il 18% e Corea del sud con il 6%. Per il gas via gasdotto, l'Unione europea ha assorbito il 32% delle esportazioni russe, davanti alla Cina con il 31% e alla Turchia con il 30%.
Considerando invece l'insieme delle risorse energetiche russe, a luglio l'Ue è risultata il quarto maggiore acquirente, garantendo a Mosca circa 1,5 miliardi di euro di ricavi dalle esportazioni. Di questa cifra, 561 milioni di euro sono stati spesi per il gas via gasdotto e 526 milioni per il Gnl. Secondo il CREA, i cinque maggiori acquirenti di energia russa all'interno dell'Ue hanno versato complessivamente 1,3 miliardi di euro nel mese, con il gas naturale che ha rappresentato il 70% del valore degli acquisti. Tra i Paesi dell'Unione, l'Ungheria è stata il maggiore acquirente di energia russa, con pagamenti per 486 milioni di euro, seguita dalla Slovacchia con 299 milioni.
Scrivono gli autori del report, citando anche un evento riguardante l’Italia: «Nonostante il divieto dell’UE sulle importazioni di prodotti petroliferi derivati dal greggio russo, entrato in vigore il 21 gennaio 2026, nel mese di luglio sono state scaricate nei porti dell’UE diciotto spedizioni di prodotti petroliferi provenienti da raffinerie che utilizzano greggio russo — identificate come ad alto rischio secondo le linee guida dell’UE. Si tratta di un aumento rispetto alle otto spedizioni registrate a giugno. Otto di queste spedizioni provenivano da raffinerie della Turchia, mentre cinque provenivano da raffinerie indiane e altre cinque dalla Georgia. Nel mese di luglio, la Spagna e Cipro hanno scaricato sette spedizioni ciascuna provenienti da raffinerie che utilizzano in parte greggio russo. Nel frattempo, anche la Croazia, la Francia, la Grecia, l’Italia, Malta e i Paesi Bassi hanno scaricato spedizioni provenienti da queste raffinerie nel mese di luglio».





