Skip to main content

A luglio il Pun è balzato a 157 euro/MWh, +39% su base annua. L’Italia paga il numero ancora esiguo di impianti rinnovabili

Il dato, segnalato dal Gme, è frutto della combinazione di gas più caro, domanda in crescita e minore produzione da fonti pulite: il nostro Paese deve accelerare con urgenza l’installazione di pale eoliche e pannelli fotovoltaici
 |  Nuove energie

Qualche settimana fa avevamo segnalato che a giugno il Pun, ovvero il prezzo di riferimento all’ingrosso dell’energia elettrica in Italia, aveva superato i 130 €/MWh, aggiunto che al sud e nelle isole il prezzo era crollato nelle ore di sole e concluso ricordando che il nostro Paese mantiene costantemente l’andamento del prezzo mensile dell'energia più elevato d’Europa rispetto ai mercati di riferimento come Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Norvegia e Svezia. Pochi giorni fa il nostro giornale aveva anche fatto notare che l’elettricità in Italia non costava tanto dal 2022 e che per risolvere il problema non c’è che una strada: aumentare il numero ancora troppo basso degli impianti eolici e fotovoltaici.

Ora un’ulteriore conferma del lavoro che c’è da fare arriva dall’ultima newsletter del Gestore dei mercati energetici (Gme), in cui si legge che il prezzo dell’elettricità sul mercato all’ingrosso italiano torna a salire con forza a luglio, con il Pun Index del Gme a 157,04 euro/MWh, in aumento di 24,53 euro/MWh rispetto a giugno e del 38,8% su base annua. Nel testo si rileva una combinazione di gas più caro, domanda in crescita e minore produzione da fonti rinnovabili. Con il fenomeno della siccità che va a impattare sulla portata dei fiumi e dunque sulla produzione da idroelettrico.

Il rialzo arriva in un mese caratterizzato soprattutto da prezzi del gas in forte aumento: l’Igi si è attestato a 56,61 euro/MWh, con un incremento di 9,45 euro e al livello più alto dall’avvio dell’indice. Gli acquisti sul mercato elettrico sono saliti a 29,4 TWh, l’11,2% in più rispetto a giugno, mentre la liquidità del mercato ha raggiunto l’84,6%. Il prezzo è aumentato sia nelle ore di picco, a 157,50 euro/MWh, sia nelle ore fuori picco, a 156,77 euro/MWh. Il rapporto tra prezzo di picco e baseload si è quindi portato a 1,00. Non sono mancati tuttavia momenti di forte volatilità: il minimo quart’orario del Pun è sceso fino a zero euro/MWh il 5 luglio.

A frenare parzialmente il rialzo dei prezzi ha contribuito l’aumento delle importazioni nette, mentre la minore disponibilità di energia da fonti rinnovabili ha esercitato una pressione opposta. A luglio, rileva il Gme, si è inoltre osservato un maggiore ricorso ai blocchi nelle offerte di vendita, diventati la modalità prevalente per i volumi degli impianti a ciclo combinato.

Redazione Greenreport

Greenreport conta, oltre che su una propria redazione giornalistica formata sulle tematiche ambientali, anche su collaboratori specializzati nei singoli specifici settori (acqua, aria, rifiuti, energia, trasporti e mobilità parchi e aree protette, ecc….), nonché su una rete capillare di fornitori di notizie, ovvero di vere e proprie «antenne» sul territorio.