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Ultime news da "Nuove energie"

24 Giu, 2026
Sono attualmente tre i reattori che hanno ridotto la produzione. Il colosso energetico Edf è stato costretto ad attuare queste misure per evitare un disastro ecologico nei fiumi intorno alle centrali
Una straordinaria ondata di caldo torrido, con temperature che hanno sfiorato i 43 °C, ha colpito duramente la Francia, costringendo il colosso energetico Edf (Électricité de France) a correre ai ripari. Dalla notte tra lunedì e martedì è stato spento il reattore nucleare da 1,3 GW di Golfech 2, ma come resoconta l’agenzia specializzata in questioni energetiche Montel, sono adesso ben tre i reattori che hanno ridotto la produzione. Questa situazione climatica estrema ha infatti costretto Edf a effettuare un taglio immediato di circa il 6% della capacità nucleare complessiva del Paese, portand…

24 Giu, 2026
Le grandi aziende di servizi pubblici e i principali produttori di apparecchiature del settore energetico hanno assunto l’impegno di armonizzare gli standard frammentati relativi alle strumentazioni per la transizione
Prende il via una nuova e cruciale iniziativa globale in seno alla “Utilities for net zero alliance” (Uneza), la coalizione globale di oltre 20 grandi aziende elettriche e di servizi nata durante la conferenza sul clima Cop28. Come ha annunciato l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (Irena), le aziende di servizi pubblici globali e i principali produttori di apparecchiature del settore energetico si sono uniti per definire una serie di misure volte a garantire che le catene di approvvigionamento della rete elettrica globale possano tenere il passo con la domanda in forte aumento…

24 Giu, 2026
I ricercatori del think tank britannico Ember segnalano che sia nel 2024 che nel 2025 sono stati installati nel Paese oltre 2,5 GW di energia solare: solo nel corso dell’ultimo anno è stato stabilito il record storico di 253.500 nuovi impianti domestici completati, e i primi mesi del 2026 indicano una progressione ulteriore, con una crescita del 3% rispetto allo stesso periodo 2025
Il Regno Unito, che come si sa non si estende su un territorio soleggiato quanto quello italiano, sta vivendo un nuovo, straordinario boom per quel che riguarda energia solare, trainato in modo importante dalle installazioni domestiche e dalle dinamiche di mercato più che dai sussidi statali su cui possono fare affidamento cittadini e imprese. Durante l’ondata di calore che ha colpito l’Europa in questo finale di giugno, in coincidenza con il solstizio d’estate, la produzione dei pannelli fotovoltaici sui tetti si è rivelata perfettamente complementare alla domanda di raffrescamento. Come seg…

23 Giu, 2026
È quanto emerge dal nuovo report di SolarPower Europe. Le installazioni annuali supereranno i 50 GWh nel 2026 e raggiungeranno i 138 GWh all’anno entro il 2030: una crescita che è quattro volte quella dello scorso anno
In Europa il mercato dei sistemi di accumulo a batteria ha registrato un nuovo record nel 2025 con 36 GWh di nuove installazioni (+48% rispetto al 2024) e ha superato per la prima volta la soglia complessiva di 100 GWh di capacità operativa. A segnalarlo è un nuovo report appena pubblicato da SolarPower Europe, da cui emerge anche che le installazioni annuali supereranno i 50 GWh nel 2026 e raggiungeranno i 138 GWh all’anno entro il 2030 (una crescita di quattro volte rispetto al 2025). Secondo i ricercatori dell’associazione di settore che hanno lavorato al rapporto, inoltre, entro la fine d…

23 Giu, 2026
L’autosufficienza completa è una condizione che semplicemente non esiste: né per l’energia né per la maggior parte dei comparti produttivi
Uno dei temi che ricorrono più frequentemente nel dibattito energetico riguarda la cosiddetta dipendenza dall’estero. È un argomento che emerge puntualmente ogni volta che si discute di decarbonizzazione, fonti rinnovabili o nucleare e che, proprio per questo, tende a trasformarsi rapidamente in uno scontro ideologico. Da una parte c’è chi sostiene che abbandonare le fonti fossili significhi semplicemente sostituire una dipendenza con un’altra. Non dipenderemmo più dal gas russo o algerino, ma dalle terre rare cinesi, dal litio sudamericano o da altre materie prime critiche necessarie alla t…

22 Giu, 2026
Un’analisi dell’Institute for energy economics and financial analysis (Ieefa) segnala che l’accordo siglato da Usa e Iran ha portato a un calo del prezzo del petrolio, rispecchiando l’ottimismo dei mercati, ma esperti e operatori marittimi avvertono che la ripresa del transito di greggio e Gnl in quest’area avverrà in modo molto lento
Al netto del fragile equilibrio che sta venendo alla luce nelle ultime ore nell’intesa tra Usa e Iran, più tutte le criticità che si aggiungono per il fatto che i bombardamenti israeliani sul Libano non cessano, una cosa è chiara: la normalità nelle acque dello Stretto di Hormuz arriverà solo tra diversi mesi. Alla questione ha dedicato un’analisi l’Institute for energy economics and financial analysis (Ieefa) sottolineando che l’accordo siglato ha sì generato un calo del prezzo del petrolio (il Brent è sceso sotto i 79 dollari al barile) segnalando l’ottimismo dei mercati, e però gli esperti…

22 Giu, 2026
L’economista, col suo consueto mix di rigore scientifico e sottile ironia, scrive: «Il mondo ha imparato una dura lezione sui rischi legati al ricorso ai combustibili fossili per la produzione di energia elettrica. Non si tratta del fatto che gran parte dell’approvvigionamento mondiale di idrocarburi provenga da una regione politicamente instabile, lo sappiamo fin troppo bene fin dagli anni ’70. La novità sta nel riconoscimento della debolezza e dell’inaffidabilità degli Stati Uniti»
La disastrosa gestione di Donald Trump nello scacchiere mediorientale con l’avvio dei bombardamenti in Iran il 28 febbraio, e poi le continue giravolte che sono andate in scena per settimane mentre lo Stretto di Hormuz era bloccato, hanno evidenziato i rischi geopolitici ed economici legati alla dipendenza dai combustibili fossili. Morale della favola? Grazie alla presenza alla Casa Bianca del più grande sostenitore di petrolio, gas e carbone, questa situazione di instabilità e di inaffidabilità degli Stati Uniti ha finito per dare un’accelerazione senza precedenti agli investimenti nelle ene…

22 Giu, 2026
La decisione, i cui effetti entreranno in vigore alle 23,45 di oggi, si è resa necessaria per l’ondata di calore che sta colpendo il Paese: bisogna evitare che gli scarichi termici dell’impianto provochino un disastro ecologico fluviale. La stessa situazione si era verificata anche negli anni passati, tanto che già dodici mesi fa l’Autorità per la sicurezza nucleare aveva sollecitato l’Edf a trovare una soluzione rispetto a questo problema ormai cronico a ogni inizio d’estate
«Chiuso per caldo». Potrebbe recitare così, in estrema sintesi, un eventuale cartello appeso alla porta d’ingresso. O magari alla base di un reattore nucleare. Non molti giorni fa abbiamo segnalato che i prezzi dell’elettricità in Francia sono saliti a causa di un’ondata di caldo dannosa per le centrali atomiche: l’Edf (Électricité de France), che è la principale azienda produttrice e distributrice di energia elettrica del Paese, ha avvertito che l’innalzamento delle temperature previsto per questo periodo avrebbe potuto rendere necessario abbassare la produzione del parco nucleare. I pro-nu…