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«Ho visto grandi opere buone»: il Mose al centro della nuova puntata del podcast “La settimana di Greenreport”

Nella selezione a cura di Maurizio Izzo delle principali notizie e degli approfondimenti pubblicati negli ultimi giorni anche il decreto bollette, gli effetti del riscaldamento globale e i costi degli eventi meteo estremi
 |  Prevenzione rischi naturali

«È una grande opera, fu oggetto anche di uno scandalo, ma oggi è preziosa. Salva Venezia». È con queste parole dedicate al Mose che Maurizio Izzo apre la nuova puntata del podcast “La settimana di Greenreport”. «Di fronte alle grandi opere è facile storcere il naso, si pensa agli sprechi, al rischio di truffe – dice il direttore responsabile del nostro giornale - e spesso si ha ragione, è stato così anche per il Mose, le barriere mobili che devono contenere le alte maree a Venezia». Ci sono stati ritardi, scandali e tutto il resto ma oggi, ci ricorda Erasmo D’Angelis, Venezia non può fare a meno di questo sistema di protezione. Dal 2020 la barriera si è alzata oltre 100 volte, ma negli ultimi tempi sempre più spesso. Certo, ogni sollevamento ha un costo elevato, intorno a 200 mila euro, ma non c’è confronto con i possibili danni per allagamenti sul 70% della superficie urbana. Senza le barriere del MOSE, il mare più volte avrebbe divelto pontili e travolto soprattutto la città antica. 

Servono, questo però è il monito di D’Angelis, risorse finanziarie da mettere in conto. Nel 2025 sono stati stanziati solo 20 milioni, a fronte di richieste per 150 milioni avanzate dall’intero consiglio comunale.

Il successivo approfondimento pubblicato sul nostro giornale e segnalato da Izzo riguarda il tanto atteso decreto energia. Dopo mesi di annunci e rinvii, è finalmente realtà. Lo commenta per noi Luca Lo Schiavo. Sulla carta, dice, promette riduzioni delle bollette, distribuite tra famiglie a basso reddito e piccole e medie imprese. Ma i numeri non sono ancora disponibili: manca la relazione tecnica approvata alla Ragioneria generale dello Stato. Tuttavia, dalla lettura delle norme emerge una scelta di fondo che vale la pena esplicitare: questo non è un decreto che riduce i costi del sistema energetico. È un decreto che li redistribuisce.

Cambiando argomento: «Sappiamo bene che ogni volta che ricordiamo come il clima si stia surriscaldando si scatena la polemica», dice Izzo. «C’è chi è stato a Copenaghen e faceva freddo, a New York c’è la neve e che dire del Minnesota dove anche agli sbirri di Ice faceva freddo? Purtroppo, anche per chi non vuol vedere c’è la scienza a ricordarci come vanno le cose». L’ultimo rapporto è del Comitato consultivo scientifico europeo sul clima, secondo la cui analisi le temperature medie globali sono aumentate di circa 1,4 °C rispetto ai livelli preindustriali è sempre più probabile che venga superato il target di 1,5 °C fissato dall’Accordo di Parigi. L’Europa presenta temperature in aumento che causano pericoli climatici più frequenti e gravi.

Questo anche se a Copenaghen vi sembrava freddo.

A proposito di cambiamenti climatici e dei suoi effetti, la Toscana nel giro di poco più di un anno è stata investita da almeno 4 grossi eventi alluvionali. Solo per interventi di emergenza, opere di somma urgenza, messa in sicurezza del territorio e contributi a cittadini e imprese la regione ha speso quasi 600 milioni. E ne servirebbero molti di più. 

Redazione Greenreport

Greenreport conta, oltre che su una propria redazione giornalistica formata sulle tematiche ambientali, anche su collaboratori specializzati nei singoli specifici settori (acqua, aria, rifiuti, energia, trasporti e mobilità parchi e aree protette, ecc….), nonché su una rete capillare di fornitori di notizie, ovvero di vere e proprie «antenne» sul territorio.