
Gli incendi boschivi costano all’Ue fino a 3 miliardi l’anno: da Bruxelles nuova strategia per combattere il fenomeno

Gli incendi boschivi costano all’Europa tra i 2,5 e i 3 miliardi di euro all’anno. E l’estate 2025, a causa dell’innalzamento delle temperature globali, è stata la peggiore da quando i centri di ricerca dell’Unione europea hanno iniziato il monitoraggio di questi fenomeni: più di un milione di ettari sono andati in fumo, praticamente le dimensioni di Cipro e quattro volte quanto era stato registrato l’anno precedente. Per questo ora la Commissione europea ha messo a punto una nuova strategia di gestione contro il rischio di incendi boschivi. «Quasi tutti gli Stati membri sono stati colpiti l’estate scorsa – ha detto la commissaria Ue alla gestione delle crisi, Hadja Lahbib, presentando il piano in una conferenza stampa a Bruxelles – Il cambiamento climatico rende gli incendi più difficili da evitare e controllare. L’Europa è il continente che si riscalda più velocemente e nessuno ne è immune».
In linea con la strategia dell’Unione europea in materia di risposta alle nuove sfide climatiche, geopolitiche e digitali (Preparedness Union Strategy), il nuovo pacchetto di misure adottato da Bruxelles fornisce indicazioni su come migliorare la prevenzione, la preparazione, la risposta e la ripresa in caso di incendi boschivi, con esempi e raccomandazioni su come le autorità nazionali e regionali e le altre parti interessate possano attuare tale quadro.
In particolare, e in concreto, la Commissione Ue ha deciso di rafforzare la flotta comune antincendio rescEU procedendo con l’acquisto di 12 aerei antincendio che saranno ospitati dall’Italia e altri cinque Paesi Ue (Portogallo, Spagna, Francia, Croazia e Grecia). I mezzi, secondo quanto comunicato da Bruxelles, saranno operativi a partire dal 2028. La flotta rafforzata includerà inoltre 5 elicotteri che saranno ospitati da Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania che saranno invece operativi già quest’anno (il primo elicottero è stato consegnato a Bucarest lo scorso gennaio).
La strategia contro i roghi boschivi prevede anche la creazione di un polo antincendio europeo che avrà sede a Cipro e che fungerà da hub per la formazione, le esercitazioni e le attività volte a garantire una prontezza operativa contro gli incendi.
Ma soprattutto, la Commissione ha posto un forte accento sulla prevenzione. Tra le proposte messe sul piatto a favore degli Stati membri c’è quella di rafforzare il proprio sostegno alle misure di prevenzione degli incendi boschivi basate sugli ecosistemi. L’obiettivo è quello di creare paesaggi resilienti al fuoco e di mitigare il rischio e l’impatto degli incendi boschivi attraverso la protezione e il ripristino della natura. A tal fine, la Commissione Ue ha adottato anche un documento orientativo su Natura 2000 e i cambiamenti climatici, che fornisce indicazioni per un approccio strutturato all’adattamento ai cambiamenti climatici nei siti Natura 2000. Le linee guida illustrano inoltre come promuovere una pianificazione paesaggistica resiliente e misure volte a ridurre il rischio di incendi boschivi, in compatibilità con gli obiettivi di conservazione dei siti.
Il problema è che gli incendi boschivi non sono più un problema stagionale o che riguarda soltanto il sud del continente: sono una realtà europea che sta diventando sempre più rapida, violenta e frequente. E il problema, che già di per sé è molto grave, è che non si tratta solo di ettari di terreno bruciato, sottolineano da Bruxelles: si tratta delle vite e dei mezzi di sussistenza dei cittadini europei, della minaccia che grava sulle scorte alimentari e degli almeno 2,5 miliardi di euro di danni a beni e infrastrutture che accumuliamo ogni anno. Prevenire un incendio è sempre più economico che combatterlo, hanno sottolineato i vertici comunitari presentando la nuova strategia contro i roghi boschivi, che mira a tradurre in azioni concrete la Preparedness Union Strategy.
Gli obiettivi alla base del piano sono principalmente tre, illustrati così dalla Commissione Ue. In primo luogo, riunire la prevenzione e la risposta in un unico approccio coerente. In secondo luogo, utilizzare meglio tutti gli strumenti dell’Ue – finanziamenti, dati, ricerca – affinché funzionino insieme in modo più efficace. In terzo luogo, rafforzare la cooperazione e la solidarietà, perché gli incendi boschivi non si fermano alle frontiere.
Ha sottolineato Teresa Ribera, vicepresidente esecutivo della Commissione Ue e commissaria per una Transizione pulita, equa e competitiva: «Il numero e l’intensità degli incendi boschivi in tutto il continente stanno aumentando in modo preoccupante, distruggendo ecosistemi e infrastrutture e avendo ripercussioni sulla popolazione e sull’economia. Rafforzare le nostre capacità di prevenzione e resilienza e investire in ecosistemi sani ci aiuterà a ridurre i rischi più gravi e a contenere i costi e i danni». Ha aggiunto presentando il nuovo piano Roxana Mînzatu, vicepresidente esecutivo e commissaria per i Diritti sociali: «L’Europa deve essere pronta prima che divampi il primo incendio. Ciò significa costruire una vera cultura della preparazione: dotare le persone delle competenze adeguate, sostenere i vigili del fuoco e i primi soccorritori e aiutare le comunità a comprendere i rischi che corrono. La strategia odierna dimostra che prevenzione, preparazione e solidarietà devono andare di pari passo se vogliamo salvare vite umane e rafforzare la resilienza dell’Europa di fronte all’aggravarsi della minaccia degli incendi boschivi».





