Skip to main content

Tra giugno e agosto sono caduti sull’Italia 300 mila fulmini: siamo il Paese più colpito d’Europa

Dal monitoraggio di Meteorage emerge anche che oltre a registrare il maggior numero di fulmini nube-terra nel Vecchio continente, la Penisola occupa anche il primo posto per densità di episodi, con un valore Nsg pari a 4,73 punti di contatto al suolo per km² all’anno
 |  Prevenzione rischi naturali

L’estate 2026 non rientra tra le stagioni più ricche di fulmini degli ultimi anni, ma sarà comunque ricordata per numerosi episodi temporaleschi severi che hanno provocato grandinate intense, raffiche di vento distruttive, precipitazioni abbondanti e localmente persino tornado. Come rileva Meteorage (parola che nasce dall’accostamento delle due parole “meteo” e “orage”, ovvero temporale in francese), che è una società controllata da Météo-France con sede a Pau specializzata nel rilevamento dei fulmini, il bilancio dell’attività temporalesca osservata in Italia e in Europa negli ultimi tre mesi non è di poco conto. I fenomeni registrati negli ultimi tre mesi hanno avuto conseguenze concrete per numerosi settori economici, con disagi nei trasporti, impatti sulle reti elettriche, interruzioni di attività all'aperto, eventi sportivi, infrastrutture sensibili e importanti danni in ambito agricolo, particolarmente esposto agli episodi di grandine.

Nel dettaglio, a rete Meteorage ha rilevato 298.341 fulmini nube-terra (CG) in Italia tra il 1° giugno e il 31 agosto 2026. A livello europeo sono stati rilevati 893.458 fulmini nube-terra nello stesso periodo. Con questo risultato, l’Italia si conferma il Paese più fulminato d’Europa, davanti a Francia e Spagna.

Oltre a registrare il maggior numero di fulmini nube-terra in Europa, l’Italia occupa anche il primo posto per densità di fulmini, con un valore Nsg pari a 4,73 punti di contatto al suolo per km² all’anno. La densità di fulminazione è oggi considerata uno degli indicatori più rappresentativi dell’attività temporalesca, poiché esprime il numero di fulmini nube-terra rapportato alla superficie del territorio. Questo indice consente di confrontare in modo più accurato l’esposizione ai temporali tra Paesi di dimensioni differenti.

L’attività elettrica si è concentrata soprattutto nella seconda parte dell’estate. Con 124.089 fulmini nube-terra rilevati, il mese di agosto rappresenta da solo quasi il 42% dell’attività elettrica osservata in Italia durante l’state 2026. In particolare, a giugno ci sono stati 83.975 fulmini nube-terra, a luglio 90.277 e ad agosto ben 124.089. Questa intensificazione è stata favorita dalla successione di diverse ondate temporalesche che hanno interessato il Paese, in un contesto particolarmente favorevole allo sviluppo di sistemi convettivi organizzati e temporali severi.

Il record stagionale in Italia è stato registrato il 20 agosto 2026, con 19.959 fulmini nube-terra. Tra le altre giornate più attive della stagione figurano il 17 agosto con 13.094 fulmini nube-terra e il 25 agosto con 12.415.

Le regioni che hanno registrato il maggior numero di fulmini nube-terra sono state:

Lombardia: 36.076

Veneto: 30.397

Piemonte: 28.703

Toscana: 26.920

Sicilia: 23.467

Seguono Emilia-Romagna, Campania, Lazio, Calabria e Trentino-Alto Adige.

Le prime cinque province per numero di fulmini nube-terra sono state:

Cuneo: 9.740

Trento: 7.636

Grosseto: 7.377

Torino: 7.244

Brescia: 7.142

Per Joris Royet, Weather project manager di Meteorage, spiega che l’estate 2026 si distingue più per la severità di alcuni eventi che per il livello complessivo di attività elettrica: «L'estate meteorologica 2026 è stata caratterizzata da numerosi episodi temporaleschi severi in Europa. Diverse configurazioni atmosferiche hanno favorito lo sviluppo di supercelle capaci di produrre grandinate intense, raffiche di vento distruttive e localmente tornado. L'attività elettrica si è concentrata soprattutto nella seconda metà di giugno e durante un agosto particolarmente attivo, segnato da diverse ondate temporalesche intense. L'Italia figura ancora una volta tra i Paesi europei più esposti ai fulmini, grazie alla forte instabilità estiva, all'influenza delle masse d'aria mediterranee e all'effetto del rilievo che favorisce frequentemente lo sviluppo di temporali. Nonostante alcuni episodi particolarmente significativi, l'estate 2026 non rientra tra le più attive degli ultimi anni in termini di fulmini. L'attività resta tuttavia nettamente superiore a quella osservata nell'estate 2025».

Redazione Greenreport

Greenreport conta, oltre che su una propria redazione giornalistica formata sulle tematiche ambientali, anche su collaboratori specializzati nei singoli specifici settori (acqua, aria, rifiuti, energia, trasporti e mobilità parchi e aree protette, ecc….), nonché su una rete capillare di fornitori di notizie, ovvero di vere e proprie «antenne» sul territorio.