Skip to main content

Nel Basso Valdarno 26 milioni di litri d’acqua ad alta qualità erogati dai fontanelli nel 2025: risparmi per 7 milioni di euro

Cittadini, comuni e il gestore idrico Acque insieme per una buona pratica che aiuta l’ambiente. In un anno evitato il ricorso a oltre 600 tonnellate di plastica usa-e-getta
 |  Pubbliredazionali

Ogni anno in Europa milioni di tonnellate di plastica finiscono nei mari e nei corsi d’acqua, provocando danni agli ecosistemi costieri e alla biodiversità. Recenti studi hanno confermato che la maggior parte dell’inquinamento marino proviene da fonti terrestri, con i rifiuti plastici in testa alla lista e con scarsi progressi nel riciclo. Stringendo la lente d’ingrandimento, in Italia restiamo tra i maggiori consumatori di acqua in bottiglia, nonostante quella del rubinetto sia sicura, controllata e disponibile praticamente ovunque. Esistono tanti modi per invertire questa tendenza, anche partendo da piccoli gesti quotidiani che, se ripetuti nel tempo, possono produrre benefici concreti per il nostro pianeta.

È quanto si propone di fare Acque, gestore idrico del Basso Valdarno, insieme alle Amministrazioni comunali del territorio, tramite i fontanelli di acqua ad alta qualità. Si tratta di impianti collocati in aree pubbliche facilmente accessibili che distribuiscono gratuitamente l’acqua della rete idrica - la stessa che arriva nelle abitazioni - resa più gradevole dal punto di vista organolettico grazie a un sistema di trattamento che sostituisce la disinfezione mediante cloro (sostanza aggiunta per legge per garantire la massima sicurezza) con raggi ultravioletti. Il progetto punta non soltanto alla riduzione dei rifiuti, ma anche alla valorizzazione dell’acqua di rubinetto: una risorsa sicura, disponibile a chilometro zero e sottoposta a controlli costanti attraverso decine di analisi quotidiane.

Nel 2025, l’approccio consapevole al consumo dell’acqua di rete si è tradotto in risultati significativi. Grazie al progetto “Acqua ad Alta Qualità” - promosso da Acque insieme all’Autorità Idrica Toscana e ai 55 Comuni distribuiti tra la provincia di Pisa, la Piana Lucchese, l’Empolese-Valdelsa e la Valdinievole - gli 83 fontanelli attivi hanno erogato complessivamente quasi 26 milioni di litri d’acqua, per la precisione 25.990.400 litri. Un risultato che ha consentito di evitare l’utilizzo di 17,3 milioni di bottiglie usa-e-getta, con un risparmio stimato in 606 tonnellate di plastica, equivalenti a 4.331 tonnellate di anidride carbonica, quantitativo paragonabile alle emissioni medie annue di circa 3.000 automobili. Oltre ai benefici ambientali, l’iniziativa produce effetti concreti anche sul piano economico: lo scorso anno l’utilizzo dei fontanelli ha permesso alle famiglie di risparmiare in tutto 7 milioni di euro rispetto all’acquisto di acqua in bottiglia.

“La sostenibilità - dichiara il presidente di Acque, Simone Millozzi - non è un concetto astratto, ma un insieme di scelte quotidiane che possono produrre effetti reali e misurabili risultati raggiunti nel 2025 dimostrano che l’impegno condiviso tra gestore, amministrazioni e cittadini può generare benefici concreti: meno plastica, minori emissioni e un risparmio significativo per le famiglie. Il progetto continua a promuovere un modello di consumo più consapevole e responsabile, valorizzando una risorsa essenziale come l’acqua di rete”.

Sul sito acque.net, alla sezione “Acqua di casa tua”, è possibile consultare nel dettaglio i parametri qualitativi dell’acqua erogata da ciascun impianto e lungo tutta la rete idrica. Nel 2026, il progetto “Acqua ad Alta Qualità” di Acque prosegue con l’installazione di ulteriori impianti e con interventi di ammodernamento delle strutture più datate, nell’ottica di consolidare e ampliare i risultati raggiunti.

Redazione Greenreport

Greenreport conta, oltre che su una propria redazione giornalistica formata sulle tematiche ambientali, anche su collaboratori specializzati nei singoli specifici settori (acqua, aria, rifiuti, energia, trasporti e mobilità parchi e aree protette, ecc….), nonché su una rete capillare di fornitori di notizie, ovvero di vere e proprie «antenne» sul territorio.