
Giornata mondiale dell’acqua 2026: dalla Toscana un messaggio di equità e diritti

Oltre 2 miliardi di persone nel mondo non hanno accesso sicuro all’acqua potabile, e circa il 60% di chi vive senza servizi idrici di base è formato da donne e ragazze: bastano questi due dati per capire che, oggi, parlare di acqua significa parlare di diritti, dignità e parità. Lo hanno ribadito anche le Nazioni Unite, che per la Giornata Mondiale dell’Acqua del 22 marzo scorso hanno scelto il tema “Water and Gender”. In molte aree del pianeta, sono proprio le donne a sostenere il peso maggiore della crisi idrica: tempo sottratto all’istruzione, minori opportunità economiche, maggiore esposizione a rischi sanitari e sociali.
Da questa consapevolezza nasce l’impegno di Acque, gestore idrico del Basso Valdarno, che in occasione del World Water Day ha promosso a Cascina (Pisa) l’iniziativa “Acqua e parità: una sfida globale, una responsabilità locale”. Un momento di confronto tra istituzioni, mondo accademico, cooperazione internazionale e associazionismo, che ha messo al centro il valore dell’acqua come leva di equità sociale e sviluppo sostenibile. Dopo i saluti istituzionali dell’amministrazione comunale si è aperto il confronto, con l’intervento di Simone Millozzi, presidente di Acque, che ha spiegato: “La crisi idrica è globale, ma le risposte non possono che essere anche locali. È nei territori che si costruiscono modelli sostenibili e inclusivi. Oggi gestire l’acqua significa assumersi una responsabilità che va oltre l’infrastruttura: vuol dire contribuire alla coesione sociale, ridurre le disuguaglianze e generare valore condiviso”.
Elisa Giuliani, prorettrice per la sostenibilità e l’Agenda 2030 dell’Università di Pisa, ha inquadrato l’accesso all’acqua come fattore strategico per lo sviluppo e l’affermazione dei diritti. Particolarmente significative le testimonianze di Pascaline Oulene, coordinatrice nazionale del Movimento Shalom in Burkina Faso, e di Chiara Lombardi, responsabile del progetto Nepal per l’associazione El Comedor Giordano Liva, che hanno raccontato contesti in cui l’accesso alla risorsa idrica e ai servizi igienico-sanitari rappresenta ancora una sfida quotidiana, ma anche un terreno di empowerment femminile.
Il legame tra acqua, diritti e pari opportunità è stato approfondito da Giovanna Zitiello della Casa della Donna di Pisa, mentre è stato evidenziato il ruolo delle istituzioni locali nel promuovere inclusione e nel proteggere le situazioni di maggiore fragilità.
Andrea Guastamacchia, amministratore delegato di Acque, ha infine ribadito il valore della responsabilità locale nel tradurre i grandi temi globali in azioni concrete. “La sostenibilità non è più un orizzonte astratto, ma un criterio operativo che guida le scelte quotidiane di un gestore idrico: dagli investimenti alle relazioni con i territori. Garantire accesso all’acqua significa investire nel futuro delle comunità. Dove arriva l’acqua, crescono salute, istruzione, opportunità. Per questo il nostro impegno non si esaurisce nella gestione efficiente del servizio, ma si estende alla costruzione di un modello di sviluppo più equo e resiliente, in cui nessuno venga lasciato indietro”.
L’iniziativa di Cascina si è inserita in un più ampio programma promosso da Acque per la Giornata Mondiale dell’Acqua del 22 marzo: visite guidate a impianti e centrali aperte al pubblico, incontri nelle scuole e campagne di sensibilizzazione. Un percorso pensato per rafforzare la consapevolezza del valore dell’acqua non solo come risorsa naturale, ma come elemento essenziale per garantire diritti, dignità e pari opportunità.
Perché è proprio a partire dai territori che le grandi sfide globali possono trasformarsi in azioni concrete. E l’acqua, da servizio essenziale, può diventare davvero uno strumento di equità.





