
Il racconto dei beni culturali

La giornata di studi che si è svolta a Palazzo Tassoni Estense, a Ferrara, il 4 marzo scorso, organizzata come introduzione al Laboratorio di concept design avanzato del nuovo corso di Laurea Magistrale, è stata pensata dai tre docenti del corso - Luca Rossato, Veronica Dal Buono e Eleonora Trivellin – con l’obiettivo di fornire agli studenti stimoli e spunti per il loro percorso progettuale. Fin dalla titolazione, ha voluto concentrare l’attenzione sullo strumento narrativo e sul tema dei beni culturali. In questo contesto, il racconto, è stato interpretato sia come narrazione di esperienze riportate dai diversi relatori, sia come strumento che entra nelle pratiche progettuali del design di comunicazione e prodotto riuscendo ad innescare processi creativi e a favorire la comprensione verso gli utenti.
Il tema dei beni culturali è stato quindi raccontato da tre punti di vista diversi e complementari: gli amministratori dei territori, coloro che, a vario titolo, lavorano per la valorizzazione dei beni culturali e l’università che era rappresentata non solo dagli organizzatori della sede ospitante ma anche da docenti di design di altri atenei italiani.
Il programma della giornata, infatti, è stato suddiviso in tre ambiti che restituivano le tre anime presenti: Le esperienze dei territori; Traduzioni culturali e dispositivi narrativi; Design degli artefatti culturali. Contesti, esperienze e merchandising. Si è potuti passare da un confronto su temi a carattere generale per poi approfondire ricerche progettuali proprie della disciplina del design.
In questo contesto, è stato possibile individuare alcuni temi di interesse comune e trasversali a tutti gli intervenuti e alle varie sezioni della giornata. In particolare il bene culturale è stato declinato come bene comune sul quale sviluppare processi partecipativi che possano coinvolgere la cittadinanza incrementando il senso di responsabilità condivisa. Il concetto di responsabilità è stato considerato anche in rapporto alla figura del progettista-designer e all’impegno che esso impiega per migliorare gli ambienti e le condizioni di vita, dai micro ai macro contesti. Altro tema di grande interesse è stato quello dei rapporto tra beni culturali e tradizione e di come questa possa essere interpretata con spirito innovativo partendo da visioni politiche dove l’”economia arancione”, che si sviluppa sulla valorizzazione dell'industria creativa e culturale, è messa al centro di progetti di crescita per i territori che coinvolgono aziende, alta formazione e amministrazioni in grado di migliorare non solo l’economia ma il benessere dei cittadini e delle comunità.
Sono poi state presentate esperienze e strumenti per rendere fruibili il bene culturale materiale e immateriale attraverso vari linguaggi, da quello teatrale a quello della ricostruzione degli spazi digitali, a quello dell’interpretazione del patrimonio attraverso artefatti contemporanei. Si è potuto riflettere e verificare sulle esperienze presentate e sul rapporto tra bene culturale materiale e immateriale, tra oggetti fisici e servizi, tra progetti e utenze di tipo diverso.
Le ricerche presentate dai docenti che hanno chiuso la giornata, hanno dimostrato come la ricchezza dei temi trattati sia stata tradotta in progetti di prodotti ed esperienze capaci di esprimere valori civici e culturali in relazione ai contesti di appartenenza.






