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David Gross: all’umanità potrebbero restare solo 35 anni per salvarsi

Secondo il premio Nobel, l’umanità potrebbe autodistruggersi a causa del crescente rischio di un conflitto nucleare
 |  Scienza e tecnologie

David Gross, del Kavli Institute for Theoretical Physics dell'Università della California - Santa Barbara e premio Nobel per la fisica nel 2004, in intervista pubblicata da Live Science ha detto che «Attualmente, dedico parte del mio tempo a cercare di spiegare alla gente che le probabilità di vivere altri 50 anni sono molto basse. A causa del pericolo di una guerra nucleare, ci restano circa 35 anni di vita».

Secondo lo scienziato, c’è una probabilità annua di guerra nucleare intorno al 2%, con una durata prevista di circa 35 anni e ha fatto notare che la situazione è peggiorata drasticamente: «Nell'Europa centrale è in corso una guerra di vaste proporzioni; stiamo bombardando l'Iran; India e Pakistan erano sull'orlo della guerra». Poi ha aggiunto che sono scaduti trattati chiave, come il New START e che durante la guerra fredda c’erano silo 2 grandi potenze nucleari (Stati Uniti d’America e Unione Sovietica), «Ora ci sono nove potenze nucleari. Anche tre sono infinitamente più complicate di due. Gli accordi, le norme tra i Paesi, si stanno sgretolando. Le armi stanno diventando sempre più folli. L'automazione, e forse persino l'intelligenza artificiale, controlleranno questi strumenti molto presto».

Con oltre 12.000 testate nucleari ancora attive in tutto il mondo, anche un conflitto limitato potrebbe innescare conseguenze catastrofiche, tra cui un inverno nucleare, carestie e estinzioni di massa. Le sue osservazioni sono in linea con quelle di gran parte degli esperti di proliferazione nucleare che dicono che nell'ultimo decennio i rischi per l’intera umanità sono cresciuti significativamente. La posizione di Gross riecheggia gli avvertimenti di altri premi Nobel sull'intelligenza artificiale e sui cambiamenti climatici, sottolineando l'intersezione tra progresso scientifico e stabilità sociale.

Dopo aver vinto il premio Nobel per il suo lavoro sulla libertà asintotica e per i suoi contributi alla cromodinamica quantistica, che hanno promosso l'unificazione delle forze fondamentali, l’attenzione di Gross si è spostata sulla fragilità dell'umanità, sostenendo che la sopravvivenza, e non la difficoltà scientifica, sia il principale ostacolo al completamento di una teoria unificata.

L’83enne Gross sostiene la necessità di una diplomazia rinnovata, della riduzione degli armamenti e della governance delle tecnologie emergenti come l'IA per evitare errori di valutazione catastrofici. Avverte che le armi controllate dall'IA potrebbero intensificare i conflitti più rapidamente di quanto gli esseri umani possano intervenire, con simulazioni che mostrano una tendenza all'uso nucleare. Pur riconoscendo che i rischi sono reali, sottolinea che «La consapevolezza dell’opinione pubblica e un'azione coordinata, come si è visto nelle risposte al cambiamento climatico, possono ancora scongiurare il disastro».

Umberto Mazzantini

Scrive per greenreport.it, dove si occupa soprattutto di biodiversità e politica internazionale, e collabora con La Nuova Ecologia ed ElbaReport. Considerato uno dei maggiori esperti dell’ambiente dell’Arcipelago Toscano, è un punto di riferimento per i media per quanto riguarda la natura e le vicende delle isole toscane. E’ responsabile nazionale Isole Minori di Legambiente e responsabile Mare di Legambiente Toscana. Ex sommozzatore professionista ed ex boscaiolo, ha più volte ricoperto la carica di consigliere e componente della giunta esecutiva del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.