Skip to main content

Le proposte dell’Associazione italiana per l’ingegneria naturalistica

Green town, nella zona rossa di Niscemi può nascere un grande parco verde

«Bisogna ripartire da una valutazione concreta delle possibilità di riutilizzare edifici esistenti, delocalizzando laddove possibile»
 |  Territorio e smart city

Riqualificare la città di Niscemi con criteri di ecosostenibilità ed energetici per gli edifici esistenti e per gli spazi pubblici è certamente una soluzione ottimale e possibilmente celere. In fondo il Comune di Niscemi è uno spazio sociale in cui la comunità niscemese che l’ha costruita si identifica, legge la propria storia e quella dei propri familiari. 

Basta acquisire i dati tecnici degli immobili esistenti con rilievi espressi ed espliciti che attestano lo stato di consistenza, gli eventuali degradi o lesioni ed il livello di strutturale conseguente ad una idoneità sismica. La Regione Siciliana ma anche i comuni possono adottare per il tramite della Protezione civile e degli uffici del Genio civile le schede di rilevamento per gli edifici già predisposte per gli accertamenti di danno conseguenti ad eventi calamitosi. Ovviamente occorrerà riprogettare una città ecosostenibile e green, riqualificando i quartieri urbani rimasti in piedi. In Italia abbiamo diversi protocolli utili di ecosostenibilità. Occorre solo rimboccarci le maniche ed essere disponibili ad operare senza se e senza ma, con umiltà che contraddistingue l’uomo saggio.

Condividiamo la proposta di Green Town di alcuni colleghi dell'Università di Catania che propongono di liberare la zona rossa dalle costruzioni (ad eccezione di eventuali monumenti) per farla diventare un grande parco verde lineare coi sistemi di drenaggio e regimazione delle acque bianche e nere.

La messa a dimora (meglio di "piantumazione")  di piante, o il loro uso in abbinamento a materiali biodegradabili secondo i dettami dell'ingegneria naturalistica sarà finalizzato allo svolgimento delle loro proprietà biotecniche (controllo dell'erosione con riduzione dell'effetto battente, stabilizzazione del terreno tramite il rinforzo radicale, intercettazione e regolazione dei flussi suolo-vegetazione-atmosfera, filtro di inquinanti, assorbimento di anidride carbonica, riduzione dell’isola di calore, etc.). Bisogna inoltre applicare buone prassi di progettazione ecosostenibili e con tecniche di ingegneria naturalistica, non dimenticando il valore assoluto di attività di monitoraggio costante nel tempo al fine di prevenire rischi di varia natura.

Concordiamo in particolare col consumo di suolo zero. L’Associazione italiana per l’ingegneria naturalistica è pronta a fare la sua parte. A Niscemi bisogna ripartire da una valutazione concreta delle possibilità di riutilizzare edifici esistenti delocalizzando laddove possibile, nel rispetto dei Criteri ambientali minimi (Cam) che sono requisiti ecologici e di sostenibilità definiti dal ministero dell’Ambiente per i prodotti, servizi e lavori pubblici, obbligatori per le stazioni appaltanti in Italia. I Cam sono volti a ridurre l’impatto ambientale e a promuovere la transizione ecologica

di Benedetto Versaci*, Federico Preti** e Giancarlo Teresi***

*architetto paesaggista e Presidente della sezione siciliana dell’Associazione Italiana per l’Ingegneria Naturalistica

**presidente dell'Associazione Italiana per L'Ingegneria Naturalistica e docente di idraulica all'Università di Firenze

***Giancarlo Teresi, ingegnere, Vice Presidente sezione Sicilia dell’Associazione Italiana per l’Ingegneria Naturalistica 

Redazione Greenreport

Greenreport conta, oltre che su una propria redazione giornalistica formata sulle tematiche ambientali, anche su collaboratori specializzati nei singoli specifici settori (acqua, aria, rifiuti, energia, trasporti e mobilità parchi e aree protette, ecc….), nonché su una rete capillare di fornitori di notizie, ovvero di vere e proprie «antenne» sul territorio.