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Cambiare il Mar Caspio: come il Kazakistan e l’Azerbaigian stanno plasmando il futuro ambientale dell'Asia centrale

Il Vertice ecologico regionale 2026 si terrà dal 22 al 24 aprile ad Astana, con otto priorità sul tavolo
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LANZHOU – In un contesto di crescente pressione ambientale in tutta l’Asia centrale, il Ministero dell’Ecologia e delle Risorse Naturali kazako ha annunciato che il Vertice Ecologico Regionale (VER) 2026 si terrà dal 22 al 24 aprile ad Astana.

Si prevede che il vertice riunirà numerose delegazioni di governi della regione, organizzazioni internazionali, istituzioni per lo sviluppo, imprese, società civile e comunità di esperti, creando una piattaforma internazionale di alto livello per coordinare soluzioni regionali alle sfide climatiche e ambientali condivise. Non a caso i preparativi per il vertice sono stati delineati attraverso una serie di consultazioni regionali e internazionali tenutesi nel 2025 in Asia centrale ed Europa, nonché presso le principali piattaforme delle Nazioni Unite, tra cui la COP30, l’Assemblea delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEA-7) e l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Queste discussioni hanno portato all’approvazione del concept aggiornato del vertice, a una bozza di dichiarazione congiunta e al lancio di oltre 20 iniziative regionali. Mentre l’Asia centrale si trova ad affrontare una serie di sfide ecologiche, tra cui la riduzione delle risorse idriche e il degrado degli ecosistemi delle zone aride, gli stati della regione riconoscono sempre più la natura interconnessa delle pressioni climatiche, tecnologiche ed economiche.

In risposta, il Kazakistan, insieme ai paesi limitrofi, ha assunto un ruolo guida nel promuovere una maggiore collaborazione e integrazione regionale per affrontare queste problematiche condivise. In questa prospettiva, i Paesi dell’Asia centrale promuovono sempre più progetti e iniziative orientati all’ambiente attraverso vari formati di cooperazione, in particolare l’Organizzazione degli Stati Turchi (OTS). Ad esempio, durante il vertice dei leader dell’OTS a Gabala nel 2025, tutti i paesi membri hanno sottolineato l’importanza della cooperazione nel campo dell’intelligenza artificiale (IA) e promosso l’integrazione di IA, tecnologie verdi e digitali e sistemi di produzione intelligenti nelle strategie industriali degli stati membri. Il passaggio dell’OTS alle sfide ecologiche e alle risorse energetiche alternative segna un’evoluzione significativa per un’organizzazione che si concentrava principalmente sulle dimensioni culturale-linguistiche ed economiche. Inoltre, questi importanti sforzi sono una risposta alle sfide pratiche che gli stati dell’Asia centrale senza sbocco sul mare si trovano ad affrontare.

Pertanto, l’agenda del vertice si concentrerà su otto aree interconnesse. La prima riguarda il sostegno alla transizione climatica attraverso la riduzione delle emissioni, il miglioramento dell’efficienza energetica e l’espansione delle energie rinnovabili. La seconda riguarda l’adattamento e la resilienza economica, volte a proteggere le comunità e gli ecosistemi dai rischi climatici e naturali. La terza area affronta la sicurezza alimentare e gli ecosistemi, promuovendo l’agricoltura sostenibile e la gestione integrata delle risorse. La quarta si concentra sulla gestione sostenibile delle risorse naturali, inclusa la preservazione degli ecosistemi e la salvaguardia delle risorse idriche come il Mar d’Aral e il Mar Caspio. La quinta area si concentra sulla lotta all’inquinamento atmosferico e sul miglioramento della gestione dei rifiuti per promuovere approcci di economia circolare. La sesta enfatizza i meccanismi per il raggiungimento degli obiettivi ambientali, tra cui la finanza verde, il trasferimento tecnologico e i meccanismi di mercato dell'Accordo di Parigi. La settima area evidenzia una transizione giusta e inclusiva, con particolare attenzione alla creazione di posti di lavoro, alla riqualificazione, alla parità di genere e al sostegno ai gruppi vulnerabili. Infine, l’ottava area riguarda le competenze ecologiche e digitali, che comprendono l’educazione ambientale, le soluzioni digitali e l'uso dell'intelligenza artificiale per la gestione delle risorse.

Data la complessità delle questioni ambientali, gli stati dell’Asia centrale, in particolare il Kazakistan, hanno cercato di diversificare le loro partnership con i paesi della regione per ottenere risultati a lungo termine. A tal fine, l’Azerbaigian si è rivelato un partner valido per Astana nell’affrontare i problemi ambientali esistenti, come la riduzione dei livelli delle acque nel Mar Caspio. Di recente, il governo azero ha evidenziato questi crescenti rischi ambientali durante i colloqui delle Nazioni Unite a Ginevra, con l’entrata in vigore di nuove norme internazionali che disciplinano i grandi progetti infrastrutturali nella regione.

In effetti, l’instabilità del livello delle acque del Mar Caspio rappresenta una minaccia significativa sia per l’ambiente che per il futuro sviluppo economico di tutti gli stati costieri. Inoltre, il Mar Caspio si trova al centro di importanti corridoi energetici e di trasporto tra Europa e Asia, come il Corridoio Centrale, rendendo la sua integrità ambientale una questione di interesse globale.

Una supervisione più efficace è quindi essenziale per salvaguardare dalla perdita di habitat, dall’inquinamento e dalle fluttuazioni del livello delle acque che minacciano sia i fragili ecosistemi sia la connettività economica della regione. L’Azerbaigian e il Kazakistan svolgono un ruolo fondamentale nel collegamento tra l’Asia centrale, il Caucaso e l’Europa, sottolineando l’importanza strategica dello sviluppo delle infrastrutture marittime. Sia Baku che Astana riconoscono che commercio e ambiente sono profondamente interconnessi, plasmando i loro approcci alla cooperazione regionale e alla crescita sostenibile.

Il Mar Caspio, insieme alle sue infrastrutture portuali, è una risorsa vitale per tutti gli stati costieri, fungendo da pilastro per il sostegno dei flussi commerciali internazionali. Pertanto, per garantire che gli investimenti di entrambi i paesi nella costruzione e nell’ammodernamento delle infrastrutture siano fruttuosi, Baku e Astana sono impegnate in una partnership fondamentale per l’ambiente del Mar Caspio. A tal fine, il Ministro dell’Ecologia e delle Risorse Naturali del Kazakistan, Yerlan Nyssanbayev, ha dichiarato che Kazakistan e Azerbaigian stanno esplorando la cooperazione ambientale in diversi settori, tra cui lo sviluppo di sistemi di monitoraggio satellitare per la prevenzione e la risposta alle fuoriuscite di petrolio, l’applicazione di tecnologie ambientali digitali e innovative, la gestione delle risorse idriche e lo scambio di esperienze nella protezione della biodiversità.

In questo contesto, l’Istituto di Ricerca Kazako del Mar Caspio è pronto ad ampliare la collaborazione scientifica tra gli stati costieri del Mar Caspio, tra cui Kazakistan e Azerbaigian. Sebbene le risorse naturali del Mar Caspio lo rendano una risorsa strategicamente importante per tutti gli stati costieri, una perdita d’acqua potrebbe avere gravi ripercussioni sul clima regionale, portando a una riduzione delle precipitazioni e a condizioni più secche in tutta l’Asia centrale, con gravi ripercussioni sull’agricoltura. Dunque, le attuali tendenze climatiche negative intorno al bacino del Caspio hanno incoraggiato l’Azerbaigian e il Kazakistan a diversificare la loro partnership con le istituzioni internazionali competenti in questo campo. A tal fine, la Banca Mondiale ha introdotto il Quadro di Gestione Ambientale e Sociale nell’ambito del progetto “Blueing the Caspian Sea” nel 2025.

Il progetto mira a fornire assistenza tecnica per istituire meccanismi consultivi e collaborativi a livello nazionale per i settori pubblico e privato dell’industria petrolifera e del gas, nonché per altri settori, in particolare quelli attivi nel Mar Caspio, in materia di ambiente e risorse marine. Gli sforzi profusi dal Kazakistan per preservare l’habitat del Mar Caspio, collegando la governance delle infrastrutture alla responsabilità ambientale in partnership con altri paesi, e i suoi preparativi per il prossimo Vertice Ecologico Regionale di Astana, posizionano il paese come un partner affidabile e lungimirante nella salvaguardia di uno dei mari interni più unici al mondo.

Giuseppe Poderati

Giuseppe Poderati è professore di Lingua e Cultura Italiana presso la Hubei University of Economics in Cina con focus su eco-linguismo. Laureato con lode in Giurisprudenza presso l’Università LUMSA, ha arricchito il suo percorso formativo partecipando a un programma di scambio internazionale presso la SUNY - State University of New York e il Center for Italian Studies. Giuseppe ha proseguito gli studi con corsi post-laurea in Business Internazionale, Politiche Pubbliche nell’Euro-Mediterraneo, ASEAN e Diritto Internazionale e Comparato, frequentando prestigiose istituzioni come il Graduate Institute di Ginevra e la National University of Singapore. Durante la sua carriera accademica, è stato visiting scholar presso il Max Planck Institute e l’Università di Palermo. Autore di numerosi articoli scientifici, Giuseppe ha completato un dottorato di ricerca in Diritto Ambientale presso la Wuhan University, consolidando il suo profilo di studioso internazionale e collaborando con altre università e organizzazioni.