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Capannori, il cibo come cura. Qualità e Servizi insieme al Centro Santa Teresa per sostenere i minori con psicopatologie

Ciacci: «La filiera corta diventa uno strumento concreto per sostenere percorsi di cura e rafforzare il legame tra cibo, territorio e comunità»
 |  Territorio e smart city

Quando la filiera corta incontra la cura della persona, il cibo può diventare qualcosa di più del nutrimento quotidiano: uno strumento di benessere, relazione e riabilitazione. È il principio alla base della collaborazione avviata tra Qualità e Servizi spa e il Centro Santa Teresa di Capannori, struttura ad alta intensità sanitaria dedicata a minori con disturbi del comportamento e psicopatologie.

Qualità e Servizi, società partecipata dai Comuni di Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Signa, Calenzano, Carmignano, Barberino di Mugello e Capannori, opera nel settore della ristorazione collettiva, in particolare scolastica, producendo e somministrando pasti per nidi, scuole d’infanzia, primarie e secondarie. Nel nuovo progetto mette a disposizione la propria esperienza nella selezione di prodotti biologici e locali, con l’obiettivo di offrire pasti che uniscano valore nutrizionale, gusto, sostenibilità e legame col territorio.

L’accordo, avviato da circa un mese, nasce da una visione condivisa: qualità delle materie prime, stagionalità e tracciabilità possono contribuire a ricostruire un rapporto più sano e consapevole con il cibo. Per il Centro Santa Teresa, dove il momento del pasto può essere vissuto anche con difficoltà, la collaborazione rappresenta un supporto concreto al percorso terapeutico e sta già mostrando segnali positivi nella soddisfazione degli ospiti.

In questo contesto, proporre alimenti freschi, riconoscibili e preparati con cura significa trasformare il pasto in un’esperienza positiva, capace di incidere non solo sul piano nutrizionale ma anche su quello emotivo e relazionale. Il cibo diventa così parte di una cultura della salute che coinvolge filiere produttive, servizi pubblici, comunità locali e percorsi di cura.

L’iniziativa è sostenuta anche dall’amministrazione comunale di Capannori, che la legge come un esempio di politica alimentare integrata. «Questa collaborazione rappresenta un passo importante verso un sistema alimentare sostenibile e solidale – dichiara l'assessora alla Piana del Cibo, Silvia Sarti – Portare la qualità della filiera corta all’interno di una struttura dedicata alla salute significa riconoscere al cibo anche un valore terapeutico e civile».

Sulla stessa linea Alessio Ciacci, direttore generale di Qualità e Servizi (nella foto con l'assessora Sarti, ndr), sottolinea il ruolo che la ristorazione collettiva può svolgere quando viene orientata alla qualità e alla sostenibilità. «Il servizio pubblico può e deve offrire qualità. In questo progetto la filiera corta diventa uno strumento concreto per sostenere percorsi di cura e rafforzare il legame tra cibo, territorio e comunità».

Dal Centro Santa Teresa arriva una conferma del valore terapeutico del progetto: «Nel trattamento dei disturbi, anche di carattere alimentare, il momento del pasto è centrale. Offrire alimenti con una storia, una tracciabilità e un legame con il territorio aiuta i ragazzi a riscoprire il piacere e la fiducia nel cibo, rendendolo parte integrante del percorso di cura».

Redazione Greenreport

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