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Portuali con l’esoscheletro, nello scalo di Livorno la collaborazione uomo-macchina cambia passo

Lo sforzo percepito da parte dei lavoratori cala fino al 50%, dimostrando il forte impatto positivo sulla salute fisica
 |  Trasporti e infrastrutture

Gli esoscheletri “indossabili” entrano in banchina e, nel porto di Livorno, la collaborazione uomo-macchina fa un salto di qualità: dopo tre anni di monitoraggi e prove operative, la tecnologia passa dalla sperimentazione all’utilizzo sul campo grazie al coinvolgimento diretto della Compagnia Portuale di Livorno. Il percorso, avviato nel 2022 dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale per migliorare le condizioni di lavoro nelle operazioni portuali, si è chiuso con una dimostrazione a bordo di una nave della classe Eco della Grimaldi e con risultati che puntano dritti al tema della salute: riduzione dello sforzo fisico e prevenzione del logoramento che nel tempo può trasformarsi in patologie professionali.

Il progetto ha messo al centro gli esoscheletri passivi, dispositivi progettati per assistere i lavoratori riducendo i carichi a livello lombare e sugli arti superiori, con particolare riferimento alle spalle. Lo studio finale è stato affidato a IUVO srl, spin-off della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e sviluppatrice della tecnologia esoscheletrica MATE, prodotta da Comau.

I test hanno riguardato due soluzioni. I MATE-XB, dedicati al supporto lombare, sono stati impiegati in scenari di simulazione realistica legati a sollevamento e movimentazione di cassette di frutta, attività ad alto rischio da sovraccarico biomeccanico tipiche del Terminal Livorno Reefer. I MATE-XT, dedicati al supporto dell’arto superiore, sono stati provati al Terminal Darsena Toscana per sostenere la movimentazione di aste lunghe e piastre impiegate nel fissaggio dei contenitori a bordo e a banchina.

Nella prima fase, le misurazioni hanno evidenziato una riduzione dell’attività muscolare: il MATE-XB ha portato in media a una diminuzione fino al 25% dell’attività dei muscoli erettori della schiena, mentre il MATE-XT ha ridotto fino al 35% l’attività dei muscoli elevatori della spalla. La seconda fase, svolta durante le normali attività lavorative per verificare efficacia sul campo e assenza di interferenze operative, ha confermato i risultati: lo sforzo percepito dai lavoratori è calato fino al 50%, a dimostrazione dell’impatto positivo sul fisico derivante dall’impiego degli esoscheletri.

Per il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Davide Gariglio, l’innovazione si sposta dal piano dei processi a quello delle persone: «Abbiamo già visto più volte come la tecnologia consenta di ridurre i costi operativi, migliorare la sicurezza della navigazione e velocizzare i tempi di sdoganamento della merce; oggi facciamo un deciso salto in avanti a beneficio dei lavoratori portuali». E rivendica la direzione di marcia dell’ente: «Il porto non è fatto soltanto di traffici e infrastrutture ma soprattutto di persone, e ogni conquista fatta nel campo del benessere sociale vale per noi più di ogni oltra cosa».

La Compagnia Portuale di Livorno ha scelto di investire acquistando una prima dotazione di esoscheletri. Il presidente della CPL, Enzo Raugei, sottolinea: «Si tratta di un progetto serio, nel quale abbiamo creduto sin dall’inizio e che è stato suffragato da numerose sperimentazioni sul campo». La decisione è legata ai benefici attesi sulla salute: «Il motivo principale per il quale abbiamo deciso di investire in questa tecnologia è dato dai benefici che nel medio-lungo periodo potrà garantire ai nostri lavoratori portuali». E aggiunge: «Credo sia una gran cosa avere dalla nostra parte la possibilità di utilizzare un dispositivo basato su una tecnologia moderna il cui obiettivo è quello di ridurre il rischio di contrarre col tempo malattie professionali croniche invalidanti».

Per IUVO l’obiettivo è accompagnare l’adozione in modo sicuro, unendo valutazione ergonomica e formazione. L’amministratore delegato Alberto Fornaro spiega: «Lo studio condotto insieme ad AdSP MTS e CPL ha avuto l’obiettivo di affiancare le imprese portuali nell’adozione informata e sicura della tecnologia». E precisa: «Questo percorso si sviluppa attraverso un’attenta valutazione del loro impatto nel migliorare l’ergonomia e la sicurezza dei lavoratori e attraverso un’adeguata formazione al loro utilizzo». Con un riscontro che arriva direttamente da chi li indossa: «I benefici e l’entusiasmo riscontrati da chi indossa gli esoscheletri MATE per svolgere le proprie mansioni sono un’ulteriore conferma di come questa innovativa tecnologia possa essere applicata con successo in numerosi settori, riducendo significativamente l’affaticamento fisico e migliorando la qualità di vita delle persone».

La prova finale si è svolta in porto, con una dimostrazione di esoscheletro lombare utilizzato nelle manovre di rizzaggio e derizzaggio di un rimorchio a bordo della ECO Valencia. «Gli effetti benefici ci sono, soprattutto per la schiena e per le gambe», racconta Jonathan. E aggiunge: «A fine turno mi sento meno affaticato anche perché l'armatura mira a correggere la postura della schiena, spesso agendo da richiamo passivo per mantenere la colonna dritta», definendo il risultato «un ottimo risultato», soprattutto considerando che «nel caso di un imbarco, si effettuano sino a 250 attività di rizzaggio a bordo nave».

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Redazione Greenreport

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