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A marzo boom immatricolazioni di auto elettriche: +71% rispetto allo stesso mese 2025 e quota di mercato all’8,6%

Ottimista Motus-E: «Colmare il divario con l’Europa è possibile». Ma la strada per raggiungere il market share a due cifre dei partner comunitari è ancora lunga. L’Unrae: intervenire con urgenza sul tema degli incentivi e avviare interventi strutturali sulle infrastrutture di ricarica
 |  Trasporti e infrastrutture

Le vendite di auto elettriche hanno fatto registrare cifre record a marzo, tanto che l’associazione di settore Motus-E sostiene alla luce di questo dato che «colmare il divario con l’Europa è possibile». Sarà il tempo a dirci se tale entusiasmo è ben riposto e il trend proseguirà nei prossimi mesi oppure se siamo ancora soltanto di fronte a un fuoco di paglia innescato dal bonus rottamazione dello scorso autunno e al maggior interesse suscitato attorno ai veicoli a batteria grazie a quell’iniziativa.

Ma intanto stiamo ai più recenti dati diffusi. In base all’ultimo bollettino dell’associazione del settore automobilistico Unrae (Unione nazionale rappresentanti veicoli esteri), il mercato autovetture italiano ha confermato nel terzo mese dell’anno la sua fase espansiva totalizzando 185.367 nuove immatricolazioni, con un incremento del 7,6% rispetto alle 172.271 unità registrate nello stesso mese del 2025: il primo trimestre raggiunge così 484.802 vetture, pari a una crescita del 9,2% sul periodo gennaiomarzo dello scorso anno, pur rimanendo ancora distante dai livelli prepandemia del 2019 (-10%). Interessante anche il dato appunto riguardante le vetture elettriche, per le quali pure la quota sale all’8,6% con 16.137 immatricolazioni, un valore nettamente superiore al 5,4% di marzo 2025 e in aumento anche rispetto al 7,9% registrato a febbraio. In base ai calcoli dell’Unrae, anche le ibride plugin confermano un andamento vivace, sostenuto dall’ampliamento dell’offerta e dalle regole sui fringe benefit aziendali, raggiungendo il 9,1% contro il 4,6% di un anno fa e l’8,5% del mese precedente.

Sottolinea però il presidente Unrae Roberto Pietrantonio che a questo unto «è necessario intervenire con urgenza sul tema degli incentivi»: «La rete dei concessionari li ha anticipati di tasca propria, esponendosi per milioni di euro e sostenendo rilevanti oneri finanziari. Il ritardo nei rimborsi sta mettendo sotto pressione centinaia di imprese. È quindi fondamentale garantire tempi certi e rapidi di erogazione, dando priorità alle pratiche correttamente gestite, per tutelare la stabilità della filiera e rafforzare la credibilità delle misure pubbliche». Altra nota dolente suonata dall’Unrae riguarda la recente delibera di Roma Capitale che, a partire dal 1° luglio, introduce un contributo annuale di 1.000 euro per l’accesso alle Ztl dei veicoli a batteria e a idrogeno. «Il provvedimento appare difficilmente comprensibile in un Paese in cui la quota di auto elettriche è ancora significativamente inferiore rispetto ai principali mercati europei – dice Pietrantonio – dove eventuali revisioni delle agevolazioni sono intervenute solo a fronte di livelli di diffusione ben più elevati. In Italia, al contrario, in assenza di incentivi strutturali all’acquisto, è ancora più necessario sostenere l’utilizzo dei veicoli a zero emissioni, anche attraverso misure come l’accesso agevolato alle Ztl».

Infine, in queste settimane caratterizzate dall’impennata dei prezzi di benzina e gasolio, l’Unrae torna a ribadire come già più volte ha fatto in passato che la transizione energetica richiede interventi strutturali e tempestivi sulle infrastrutture di ricarica: è necessario riequilibrare la presenza dei punti di ricarica tra Nord, Centro e Sud, definire la loro localizzazione sulla base di criteri di capillarità e densità territoriale, favorire la diffusione di sistemi di ricarica intelligente capaci di ottimizzare la potenza richiesta nelle diverse aree, programmare investimenti mirati per modernizzare e potenziare le reti elettriche urbane, dove la domanda è più elevata, e intervenire sui costi delle ricariche, oggi non coerenti con l’andamento reale dei prezzi dell’energia all’ingrosso.

Argomenti su cui insiste anche l’associazione impegnata nella mobilità sostenibile Motus-E, che sottolinea con entusiasmo che nel mese appena concluso, in particolare, sono state registrate in Italia 16.033 nuove auto full electric, con un incremento del 71,1% rispetto al marzo 2025. Un risultato sostenuto ancora in larga parte dalle consegne dei veicoli acquistati con gli incentivi esauriti in un solo giorno lo scorso ottobre, viene fatto notare, ma che consente di registrare ora una quota di mercato per le auto elettriche che raggiunge così nel mese l’8,6% (era 5,4% a marzo 2025).

Commentando i dati sulle immatricolazioni delle auto elettriche a marzo, il presidente di Motus-E Fabio Pressi sottolinea che «la lettura dei dati europei e il record raggiunto in Italia a marzo devono innescare una profonda riflessione: le auto elettriche si stanno dimostrando, in Italia e in Europa, in grado di guidare il recupero del mercato auto complessivo». Gli incentivi dello scorso ottobre e la crescente disponibilità di modelli elettrici mass market, continua Pressi, hanno consentito l’acquisto di auto di ultima generazione, più sicure e più economiche da mantenere, a tanti cittadini che altrimenti non si sarebbero potuti rivolgere al nuovo. Ma ora serve «la costruzione di un vero piano per il rilancio del mercato auto italiano, che dovrà passare necessariamente per un’accelerazione sull’elettrico».

Anche perché, nonostante i risultati incoraggianti di marzo, siamo ben lontani dalle percentuali presenti nei principali altri mercati europei. A livello comunitario, infatti, i dati più aggiornati indicano che a febbraio 2026 la quota di mercato delle auto elettriche ha raggiunto il 26,8% in Francia, il 22% in Germania, il 9,2% in Spagna e il 24,2% nel Regno Unito. Nello stesso periodo, la market share delle auto elettriche in Italia si era attestata al 7,9%. Con marzo siamo saliti all’8,6%, ma la strada per raggiungere gli altri Paesi dell’Ue è ancora lunga.

Redazione Greenreport

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