
In Italia il 60% degli spostamenti quotidiani avviene in auto

L’instabilità dei mercati energetici e l’impennata dei costi dei carburanti stanno mettendo a nudo tutte le fragilità di un modello di mobilità che in Italia appare ormai anacronistico. Oggi il 60% degli spostamenti quotidiani avviene ancora su mezzi motorizzati privati, un dato che ci consegna l'immagine di un Paese fortemente auto-centrico dove la dipendenza dai combustibili fossili non è solo un peso economico, ma un macigno ambientale e sociale. Contestualmente, muoversi sta diventando un vero e proprio lusso, la "povertà dei trasporti" colpisce infatti già oltre 7 milioni di persone in Italia, costrette a fare i conti con l'impossibilità di accedere a servizi di mobilità adeguati o con costi di gestione dei veicoli privati che erodono il bilancio familiare.
Ripensare radicalmente il modo in cui ci spostiamo è diventata la leva più immediata per abbattere l’impronta carbonica e ripulire l’aria delle nostre città da inquinanti come biossido di azoto, ozono e polveri sottili, i cui effetti sulla salute pubblica sono ormai drammaticamente noti, specialmente nei contesti urbani più densi.
In questo scenario di urgenza climatica si inserisce la sfida lanciata dalla Fiab con la prima edizione di #Muoviamociperlaterra. L'iniziativa, nata per celebrare l'Earth Day del 22 aprile, punta i riflettori su un paradosso tutto italiano in cui, mentre la maggior parte dei settori produttivi registra una flessione delle emissioni, il comparto dei trasporti viaggia in controtendenza. In Italia, le emissioni di gas serra di questo settore sono oggi superiori del 7% rispetto ai livelli del 1990, con il trasporto su strada che da solo genera oltre il 90% della CO2 dell'intero comparto. La causa è da ricercare in un traffico stradale che satura lo spazio pubblico con una densità di veicoli nei centri urbani fino a quattro volte superiore ai limiti di sostenibilità indicati dall'indice MobilitAria.
La mobilitazione non si limita a una protesta ideale, ma cerca di infiltrarsi nelle pieghe della quotidianità attraverso la collaborazione con i mobility manager di grandi player industriali e istituzionali. Da Poste Italiane a Siemens, passando per gli scali aeroportuali di Bologna e Bergamo e le università di Genova e Pisa, il tentativo è quello di trasformare il tragitto casa-lavoro e casa-studio da fonte di inquinamento a opportunità di mobilità attiva. I dati del progetto Climactions ci dicono che bastano appena 15 minuti di cammino negli spostamenti quotidiani per ridurre le proprie emissioni personali fino a 0,7 kg di CO2 al giorno. Il cambiamento collettivo, dunque, passa da una somma di queste micro-scelte individuali.
Il messaggio che attraversa lo Stivale, coinvolgendo 31 Comuni da Torino a Cosenza, è riassunto nelle parole di Alessandra Repetto, Consigliera nazionale Fiab: «L’edizione zero della Mobilitazione Nazionale #muoviamociperlaterra è un invito collettivo a ripensare i nostri spostamenti quotidiani per renderli più sostenibili, mettendo al centro la salute delle persone e la cura della nostra casa comune. In modo semplice e simbolico proponiamo di sperimentare, anche solo per un giorno, modalità alternative come andare a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici per gli spostamenti quotidiani. Lo facciamo sapendo quanto i minimi cambiamenti nelle abitudini quotidiane individuali possano fare concretamente la differenza».





