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Il Parlamento europeo approva una metodologia unica dell’Ue per misurare le emissioni del settore trasporti

L’obiettivo è contrastare il fenomeno del greenwashing: finora, in assenza di un sistema unificato per misurare i gas di scarico, le aziende utilizzano metodi diversi per calcolare la propria impronta di carbonio e ciò può indurre in errore i consumatori
 |  Trasporti e infrastrutture

Il Parlamento europeo ha approvato una metodologia unica dell’Unione europea per il calcolo delle emissioni di gas a effetto serra prodotte dai trasporti. La misura ha come obiettivo quello di contrastare il fenomeno del greenwashing, ovvero quell’insieme di pratiche di comunicazione o marketing messe in campo da aziende o organizzazioni per dare un’immagine di sé ingannevolmente positiva sotto il profilo dell’impatto ambientale.

Finora infatti, in assenza di un sistema unificato per misurare le emissioni del settore dei trasporti, le aziende utilizzano metodi diversi per calcolare la propria impronta di carbonio. Ciò può indurre in errore i consumatori che scelgono i servizi di trasporto o di spedizione di prodotti in base alle loro prestazioni ambientali, creando le condizioni per il greenwashing.

In base alle nuove norme, se un'azienda decide di calcolare le proprie emissioni di gas serra a fini di rendicontazione, contrattuali o di marketing, o quando richiesto da altra legislazione comunitaria, dovrà applicare la metodologia comune dell’Unione europea. Su iniziativa dei deputati europei, la Commissione svilupperà uno strumento di calcolo semplice e gratuito ad uso pubblico.

Parlamento e il Consiglio europeo hanno concluso un accordo su queste norme lo scorso anno, a seguito del quale il Consiglio ha adottato a febbraio la sua posizione in prima lettura. Per entrare in vigore, le norme necessitavano dell’approvazione dell’Europarlamento, che ora è arrivata, dopodiché la parola torna al Consiglio per un pronunciamento che comunque è scontato.

In concreto, all’entrata in vigore della normativa viene introdotto uno standard comune basato sulla norma Iso 14083, il che assicura che i dati forniti da un corriere o da un’azienda di trasporti siano calcolati nello stesso modo in tutta l’Unione europea. Inoltre, le emissioni di gas serra non verranno più calcolate solo allo scarico del veicolo - dal serbatoio alla ruota - bensì dovranno essere prese in considerazione quelle prodotte nell’arco dell’intero ciclo di vita del carburante o dell’energia utilizzata dal mezzo, ovvero dalla fonte di produzione alla ruota: «Il calcolo delle emissioni di gas a effetto serra viene effettuato secondo il principio “dal pozzo alla ruota” (“from well to wheel”, ndr) che include le emissioni di gas a effetto serra derivanti dalla fornitura di energia e dall’uso dei veicoli durante il trasporto e le operazioni negli hub». E questo in considerazione del fatto, sottolineato dai vertici comunitari, che «i gas serra legati ai trasporti e alla logistica vengono emessi durante l’utilizzo dei veicoli, il funzionamento dei nodi di trasporto e logistici, la produzione dei relativi vettori energetici, la fabbricazione e la fine del ciclo di vita di un veicolo, nonché la costruzione e la manutenzione delle infrastrutture di trasporto».

Grazie a dati certificati, i passeggeri e chi spedisce merci potranno scegliere sulla base di un dato certo i servizi di trasporto meno inquinanti. Allo stato, il regolamento non obbliga tutte le imprese a misurare le emissioni, ma stabilisce che se un’azienda decide di pubblicare o comunicare dati sulle emissioni, deve farlo utilizzando esclusivamente questo nuovo standard introdotto dall’Ue.

Redazione Greenreport

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