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Crescono i morti sulle petroliere a causa degli attacchi Usa, l’India protesta

Onori ai marinai morti sul al proprio posto di manovra, mentre assolvevano il loro dovere di lavoratori a bordo
 |  Trasporti e infrastrutture

"Condanno fermamente qualsiasi atto da parte di uno Stato che metta in pericolo la vita dei marinai e la sicurezza del traffico internazionale. Questo è semplicemente inaccettabile". Mercoledì (ieri per chi legge) Arsenio Dominguez, cittadino panamense e segretario generale dell'agenzia marittima delle Nazioni Unite, l’Imo (Organizzazione marittima internazionale), ha pronunciato queste parole dopo il decesso di tre marinai indiani, colpiti e morti in un'operazione militare statunitense condotta con l’obiettivo di intimare il fermo ad una petroliera in navigazione al largo dell'Oman e diretta verso l’Iran.

Queste attività sono state organizzate nell'ambito delle operazioni di guerra intraprese da Washington aventi come obiettivo il blocco delle navi cisterna collegate (o sospettate di esserlo) all'Iran. Le autorità indiane lo hanno dichiarato giovedì (oggi per chi legge) nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Nuova Deli.

Le prime morti in seguito ad attività belliche americane svoltesi nell’ambito dello Stretto di Hormuz risalgono all'inizio del blocco, imposto il 13 aprile e tutt’oggi ancora in corso: tali operazioni hanno visto la U.S. Navy degli Stati Uniti colpire e fermare già otto petroliere.

L’intervento dei mezzi di soccorso della Marina Militare omanita, che ha risposto alla chiamata di soccorso della petroliera “Settebello”, battente bandiera di Palau, dopo che è stata accertata la presenza un forte incendio nella sala macchine – in conseguenza dell'attacco condotto da velivoli statunitensi – ha portato a termine con successo l’operazione di salvataggio dell’equipaggio rimasto.

La reazione del governo dell'India sul piano diplomatico non si è fatta attendere: ha convocato il vicecapo della missione statunitense nel Paese dopo avergli notificato una nota di protesta formale contro quello che (eufemisticamente) è stato definito incidente.

I nuovi attacchi statunitensi contro unità mercantili in cui sono imbarcati quali membri di equipaggio marinai indiani arrivano poco prima della data in cui avverrà l’incontro di vertice dei Paesi del G7, calendarizzato per la prossima settimana a Evian (Francia) dal 15 al17 giugno 2026, dove il primo ministro indiano, Narendra Modi è previsto partecipare e con molte probabilità terrà colloqui bilaterali con il presidente Trump.

La giustificazione ufficiale della U.S. Navy, fornita tramite in CENTCOM (United States Central Comand) è stata quella di affermare che la petroliera “Settebello” ha violato il blocco imposto dagli Usa, tentando di trasportare petrolio dall'Iran.

E i marinai delle unità mercantili, semplici e umili lavoratori del mare di cui pochi media, saltuariamente, forniscono qualche notizia sui loro malesseri, ci chiediamo e chiediamo, cosa c’entrano in tutto questo? La loro colpa è quella di lavorare nell’industria dei trasporti marittimi fino a pagare con la propria vita le scelleratezze e i calcoli militari che altri effettuano sulle loro teste?

Può bastare la “vibrante” protesta del governo indiano e l’alzato mezzo tono di voce del segretario generale dell’Imo per pareggiare la perdita continua di vite umane e le sofferenze imposte a più di 20.000 marittimi, uomini e donne, bloccati oramai da mesi nelle acque ristagnati e maleodoranti per i tanti inquinamenti da idrocarburi, di cui pochi si occupano? Della loro salute fisica e soprattutto mentale vogliamo dire qualcosa? La vibrante protesta dell’Imo, ormai, non basta più.

Aurelio Caligiore, Ammiraglio Ispettore del Corpo della Guardia Costiera

Da oltre quarant’anni Ufficiale della Marina Militare del Corpo della Guardia Costiera, l’Ammiraglio Ispettore Aurelio Caligiore è da sempre impegnato in attività legate alla tutela dell’ambiente. Nell’ultimo decennio è stato Capo del Reparto ambientale marino delle Capitanerie di Porto (RAM) presso il ministero dell’Ambiente. Attualmente è Commissario presso la Commissione Pnrr-Pniec del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (Mase).