Raddoppio della ferrovia Pontremolese tra le opere prioritarie, Legambiente esulta

«Atteso da 40 anni, potrà finalmente essere completato con procedure snellite. Adesso è fondamentale che la realizzazione di quest’opera non trovi alcun motivo di rallentamento»

[25 Gennaio 2021]

Nei giorni scorsi il Governo ha inviato alle competenti Commissioni parlamentari il Dpcm contente l’elenco di 58 opere infrastrutturali ritenute strategiche per il Paese, e i nominativi dei relativi commissari straordinari, per provare a sbloccare investimenti che non trovano la via della messa a terra talvolta da decenni, nonostante sia pressoché unanime la richiesta di realizzarli. In questa lista figura anche un’importante opera su ferro per la quale Legambiente si batte da tempo: la ferrovia Pontremolese.

Tanto che oggi è arrivato il commento congiunto dei presidenti di Legambiente Toscana, Emilia-Romagna e Liguria – rispettivamente Fausto Ferruzza, Lorenzo Frattini e Santo Grammatico – per provare a guardare con ottimismo sulla vicenda: «Non possiamo che esprimere piena soddisfazione nell’apprendere che finalmente il raddoppio della ferrovia Pontremolese, atteso da 40 anni, potrà essere completato con procedure snellite. Il Governo ha infatti trasmesso per il parere al Parlamento lo schema di Dpcm che individua le 58 opere prioritarie per il Paese. Tra queste è inserito il completamento del raddoppio della ferrovia Pontremolese, compreso la realizzazione del tunnel di valico, per 2,3 miliardi di euro».

L’adeguamento di questa linea ferroviaria è un intervento strategico, tanto che l’UE l’ha inserita da anni nel network del trasporto combinato. Un’opera che servirà a ridurre il traffico su gomma a favore dell’intermodalità ferro-mare, il collegamento transappenninico delle città, ed a migliorare i servizi e la competitività dei territori appenninici e delle aree interne, a beneficio degli abitanti e del turismo sostenibile.

«Adesso – concludono i tre presidenti del Cigno verde – è fondamentale che la realizzazione di quest’opera, dal completamento dei tratti già progettati o avviati alla progettazione del nuovo valico appenninico, non trovi alcun motivo di rallentamento. Dalla concertazione con le Regioni all’appalto degli interventi, Legambiente ne seguirà con attenzione l’attuazione»

Sul  versante dell’Emilia Romagna Legambiente evidenzia infine come siano questi i cantieri che la Regione dovrebbe promuovere e portare avanti. Purtroppo l’attenzione alle risorse per nuove strade sembra sempre più alta. «Ci attendiamo – chiosano da Legambiente Emilia-Romagna – che a questo punto anche su questa ferrovia l’assessore alla mobilità mostri lo stesso impegno messo su altre tipologie di opere».