
Al via Food Wise, Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino in prima linea contro lo spreco alimentare

Food Wise porta scuole e famiglie sullo stesso fronte contro lo spreco alimentare, con un progetto cofinanziato dall’Ue che prende il via nei Comuni di Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino, puntando su un approccio insieme educativo e “misurabile”: dalla mensa alla cucina di casa, l’obiettivo è rendere visibile quanta parte del cibo finisce buttata e trasformare quei dati in scelte quotidiane più sostenibili.
Il progetto coinvolgerà le classi terze, quarte e quinte di tre scuole primarie per ciascun Comune, chiamate a partecipare a un percorso di «misurazione, consapevolezza e riduzione dello spreco alimentare» che guarda sia a ciò che avviene a scuola sia a ciò che succede tra le mura domestiche, estendendo l’invito alla partecipazione anche alle famiglie.
Alla presentazione sono intervenute la vicesindaca di Campi Bisenzio Federica Petti e l’assessora all’Istruzione di Sesto Fiorentino Sara Martini; il progetto è stato illustrato da Alice Carradori, responsabile per la società a capitale pubblico Qualità e Servizi (capofila del consorzio), e dalla professoressa Caterina Dinnella dell’Università degli Studi di Firenze. Petti lega il tema dello spreco a una dimensione educativa e collettiva: «Ridurre lo spreco alimentare significa non solo tutelare l’ambiente, ma anche educare le nuove generazioni a un uso consapevole delle risorse e al valore del cibo». E aggiunge che l’iniziativa può tradurre «i dati e la tecnologia in strumenti di crescita e responsabilità collettiva».
Il cuore operativo di Food Wise parte infatti da una fase di diagnosi e raccolta dati, attraverso questionari e software dedicati, con cui tracciare lo spreco per classe e per studente e poi analizzare i risultati per individuare tendenze e punti critici nel rispetto degli standard nutrizionali. A questa base si affiancano attività educative in classe – workshop interattivi, laboratori pratici e percorsi di co-creazione dei pasti – pensate per trasformare l’osservazione in cambiamento.
La novità più “familiare” passa da un’applicazione mobile: le famiglie potranno monitorare in tempo reale quantità, tipologia e origine degli sprechi domestici, ricevendo suggerimenti pratici per ottimizzare gli acquisti e gestire meglio i pasti. Per Martini il valore sta anche qui, nella capacità di far dialogare generazioni e soggetti diversi: «La riduzione dello spreco richiede attenzione, competenza, creatività».
Tra i risultati attesi ci sono una riduzione significativa dello spreco e un cambiamento duraturo nei comportamenti, oltre alla produzione di un report finale da pubblicare sull’European Food Loss and Waste Prevention Hub, accompagnato da un case study replicabile in altri territori. L’ambizione dichiarata è fare di Food Wise un modello concreto di alleanza educativa e istituzionale, capace di trasformare la sensibilizzazione in azioni misurabili.





