
In Toscana le famiglie in povertà assoluta sono raddoppiate rispetto al 2008
È stato presentato ieri nella sede della Regione Toscana il rapporto Povertà e inclusione sociale in Toscana, dove si documenta (con dati 2024) che il 4,9 delle famiglie vive in povertà assoluta: un dato in aumento rispetto al 2023 (3,5%) anche se abbondantemente inferiore rispetto alla media nazionale (6,3%), dentro al quale a soffrire di più sono le famiglie con minorenni (6,6%).
«Questo rapporto – spiega l’assessora alla Sanità e alle politiche sociali, Monia Monni – parla delle bollette sul tavolo, dei conti fatti la sera, delle lavoratrici e dei lavoratori che si alzano presto e restano esposti, delle madri che tengono insieme casa, figli e un equilibrio fragile. Nel 2024 l’incidenza della povertà assoluta in Toscana è al 4,9%, mentre la media nazionale al 6,3%. Il sistema regionale regge meglio del quadro italiano: servizi pubblici diffusi, integrazione tra sociale e sanitario, presenza dei Comuni e delle Società della Salute, collaborazione strutturata con il terzo settore. Ma nel 2008 la povertà assoluta era al 2,4%: vuol dire che in sedici anni è più che raddoppiata. Cresce inoltre la povertà lavorativa: persone che un’occupazione ce l’hanno ma con redditi bassi, discontinui, instabili. Il legame tra occupazione e stabilità economica si è progressivamente indebolito. quasi il 20% delle famiglie toscane non riesce a sostenere una spesa imprevista di duemila euro, circa una su sei fatica già davanti a 800 euro. Il margine di sicurezza economica si è assottigliato».
Un contesto in cui le politiche nazionali non aiutano, avendo anzi peggiorato il quadro della situazione con l’addio al Reddito di cittadinanza. Il passaggio dal Rdc all’Assegno di inclusione (Adi) e al Supporto per la formazione e il lavoro (Sfl) ha comportato infatti una forte contrazione della platea di beneficiari di una qualche forma di contrasto alla povertà. Nel 2024, in Toscana, 37.916 persone (19.467 nuclei) risultano beneficiarie di almeno una mensilità di Adi e 3.169 del Sfl, per un totale complessivo di 41.085 persone, a fronte delle 73.134 che beneficiavano di Rdc nel 2023. A questo ridimensionamento dei beneficiari si accompagna, tuttavia, un aumento dell’importo medio riconosciuto, pari a 568 euro mensili per l’Adi contro i 478 euro del RdC nel 2023. Anche le risorse pubbliche messe a disposizione delle famiglie in condizione di povertà risultano diminuite: nel 2024 la spesa complessiva era pari in Toscana a 113,2 milioni di euro, contro i 171,9 milioni del 2023 del RdC.
«La povertà – conclude Monni – ha molte dimensioni e livelli e per affrontarne la complessità è necessario promuovere l’integrazione tra politiche sociali, lavoro e salute: rafforzare il lavoro, sostenere i redditi nelle transizioni, integrare sociale, lavoro e salute in una strategia unitaria, concentrare risorse dove la vulnerabilità è più intensa, intervenire ancora più presto quando la fragilità riguarda i bambini.
È questo il compito che l’assessora si assume: guidare questa integrazione in modo coerente, consolidare i servizi territoriali, orientare le politiche pubbliche verso una riduzione concreta delle disuguaglianze economiche e di salute. In altre parole: programmazione, integrazione e alleanza: «L'alleanza spiega tra enti, strutture, territori, professionisti, terzo settore è quella che permette di dare concretezza alle scelte. È la rete che ci ha consentito di reggere ed è quella che rafforzeremo per provare a non lasciare nessuno indietro».





