
Mare sicuro nell’Arcipelago toscano: Parco e Sea Shepherd rinnovano l’intesa

Il mare dell’Arcipelago Toscano continua ad essere sorvegliato e tutelato grazie al rinnovato protocollo tra il Parco nazionale Arcipelago toscano e Sea Shepherd Italia Onlus. L’accordo consolida anni di collaborazione per contrastare la pesca illegale e proteggere la biodiversità marina, con interventi mirati soprattutto nelle isole di Pianosa, Capraia e Giannutri.
Nel corso del 2025, le operazioni congiunte hanno coinvolto oltre 20 volontari e si sono concretizzate in 26 giornate operative, per un totale di circa 130 ore in mare e più di 1.000 ore di volontariato complessivo. La nave Sea Eagle e il battello Kraken hanno permesso di monitorare i fondali, mappare attrezzi da pesca sospetti e segnalare tempestivamente alle autorità irregolarità come pesca a traina nelle riserve integrali e ancoraggi non autorizzati.
Particolarmente rilevante il lavoro nell’area dell’Argentario, dove sono state recuperate 769 trappole illegali per polpi, insieme a cime e frammenti di reti abbandonate, liberando ampie porzioni di mare e proteggendo specie come polpo comune, granchio e riccio di mare.
«In questi anni abbiamo dimostrato che la cooperazione tra istituzioni, autorità marittime e volontari può produrre risultati concreti nella tutela degli ecosistemi marini di uno dei parchi più preziosi del Mediterraneo», afferma Andrea Morello Presidente nazionale di Sea Shepherd Italia Onlus.
La relazione annuale, redatta rispetto alle stagioni precedenti, conferma un trend positivo: negli ultimi anni si registra una progressiva diminuzione delle attività di pesca illegale e del numero di attrezzi rinvenuti, dimostrando l’efficacia delle attività di prevenzione e del modello di cooperazione.
«La collaborazione con Sea Shepherd rappresenta un supporto importante per le attività di tutela e monitoraggio del mare dell’Arcipelago Toscano – sottolinea il commissario straordinario del Parco, Matteo Arcenni – I risultati raggiunti nel 2025 dimostrano come la sinergia tra istituzioni, associazioni e forze dell’ordine possa produrre effetti concreti nella lotta alla pesca illegale e nella protezione della biodiversità marina ma anche alla diffusione di una maggiore cultura della legalità e del rispetto del mare».





