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A San Zeno si stanno concludendo i collaudi per la nuova linea del termovalorizzatore

Per un breve periodo non potrà avvenire il trattamento energetico, dunque i rifiuti in ingresso al polo saranno dirottati verso le discariche, con qualche disagio
 |  Toscana

Si chiama L75 ed è la nuova linea di recupero energetico dell’impianto di San Zeno gestito da Aisa impianti, inaugurata a inizio marzo alla presenza delle autorità e benedetta dal vicario del Vescovo di Arezzo sulle parole del Cantico delle Creature di San Francesco. Una linea che, come dice la sigla, tratta 75.000 tonnellate anno di rifiuti urbani e che si affianca alla linea di incenerimento operativa da anni e capace di gestire 45.000 tonnellate anno: in tutto il Polo quindi le linee di incenerimento gestiranno 120.000 tonnellate di rifiuti urbani, arrivando così a produrre energia elettrica utile a servire 60.000 cittadini. Ma per qualche giorno le attività di termovalorizzazione dovranno fermarsi.

Sono stati infatti appena completati i collaudi “a freddo” della nuova linea di recupero energetico, e a breve inizieranno i collaudi finali per i quali è necessaria la sospensione della termovalorizzazione.

«Per un breve periodo – dichiarano nel merito da Aisa impianti – non potrà avvenire il trattamento energetico. Per garantire la continuità della raccolta e del conferimento dei rifiuti urbani il polo tecnologico di San Zeno continuerà a ricevere i rifiuti urbani che, in larga parte, dovranno poi essere trasportati nelle relative discariche, quindi non termodistrutti. Tali rifiuti dovranno essere caricati su autoarticolati e allontanati su gomma; queste operazioni possono creare disagi. Si chiede a tutti i cittadini, ove possibile, di ridurre la produzione dei propri rifiuti al fine di ridurne i conseguenti disagi».

All’interno del Polo impiantistico oggi complessivamente operano un impianto per la selezione del rifiuto indifferenziato; un termovalorizzatore da 45mila t/a per valorizzare energeticamente le frazioni secche non riciclabili, cui si sta affiancando una nuova linea da 75mila t/a; la linea di gestione dei rifiuti organici “Verde 70” formata da un impianto di compostaggio (68mila t/a di Forsu e sfalci) e da un nuovo biodigestore anaerobico (35mila t/a di Forsu), in grado di produrre biometano per 300 Smc/ora e il fertilizzante “Amelia” poi utilizzato in agricoltura biologica; 1 MW di pannelli fotovoltaici. E il nuovo Piano industriale della società, presentato a gennaio 2026 per un ammontare di 17 mln di euro, punta adesso forte sull’intersezione tra economia circolare e agricoltura innovativa.

Redazione Greenreport

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