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Da discariche a miniere urbane: Scapigliato a Maruzzella per toccare con mano il landfill mining

Girardi: «È una soluzione ingegneristica che può rappresentare la componente più innovativa del nostro Piano industriale, necessaria un'attenta indagine preliminare di fattibilità»
 |  Toscana

Prosegue il percorso di confronto e approfondimento promosso da Scapigliato sui principali temi dell’economia circolare, con particolare attenzione alle soluzioni più innovative per la gestione sostenibile dei rifiuti. Nell’ambito di queste attività, l’amministratore unico Francesco Girardi, insieme ai procuratori aziendali, ha effettuato una visita istituzionale nel casertano presso il sito di Maruzzella, nel Comune di San Tammaro, cui ha partecipato anche la redazione di greenreport.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio programma di analisi delle migliori esperienze nazionali ed europee, finalizzato a supportare lo sviluppo del Piano industriale del Polo impiantistico di Scapigliato, presentato pubblicamente lo scorso settembre, e a rafforzarne il ruolo nel percorso di transizione verso modelli di economia circolare sempre più avanzati.

La visita istituzionale ha rappresentato un momento di confronto tecnico-istituzionale di alto livello, al quale hanno preso parte, oltre alla delegazione di Scapigliato, funzionari della Provincia di Caserta, rappresentanti della società che gestisce il sito di Maruzzella, il prof. Giovanni Perillo (Cranfield University), ideatore e coordinatore dell’intervento di landfill mining in situ, e il prof. Giovanni De Lellis dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, impegnato nello sviluppo e nell’applicazione della tecnica della radiografia muonica per la mappatura tridimensionale dei materiali presenti in discarica.

scapigliato maruzzella 2

«La visita a Maruzzella – afferma Girardi – ha rappresentato un'occasione straordinaria per osservare da vicino la più avanzata applicazione europea di landfill mining: una tecnologia in grado di concretizzare i principi dell'economia circolare direttamente in discarica, recuperando rifiuti e trasformandoli in nuove risorse, e rigenerando al contempo volumi da lotti esauriti senza consumare nuovo suolo vergine. Si tratta di una soluzione ingegneristica di alto profilo che può rappresentare la componente più innovativa del nostro Piano industriale, così come illustrato pubblicamente lo scorso settembre in piazza del Mercato a Rosignano Solvay. Ogni sito di discarica ha le proprie specificità: è pertanto necessario avviare un'attenta indagine preliminare di fattibilità per determinare l'effettiva praticabilità e la resa di un intervento pienamente sostenibile sul piano ambientale e socioeconomico».

Più nel dettaglio, l’incontro si è svolto presso le discariche esaurite Maruzzella 1 e Maruzzella 2, dove è in corso un investimento complessivo di circa 25 milioni di euro, comprensivo della realizzazione di un nuovo impianto di trattamento meccanico-biologico (Tmb), funzionale alle operazioni di selezione e trattamento dei rifiuti derivanti dalle attività di landfill mining.

L’intervento, cofinanziato attraverso fondi europei con il supporto della Regione Campania e della Provincia di Caserta, ha completato il percorso autorizzativo con il rilascio del Provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur) e si sta sviluppando nel pieno rispetto delle prescrizioni ambientali e del contesto territoriale, caratterizzato dalla presenza di beni di particolare rilievo storico e paesaggistico, tra cui il Real Sito di Carditello.

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Luca Aterini

Luca Aterini, toscano, nasce settimino il 1 dicembre 1988. Non ha particolari talenti ma, come Einstein, si dichiara solo appassionatamente curioso: nel suo caso non è una battuta di spirito. Nell’infanzia non disegna, ma scarabocchia su fogli bianchi un’infinità di mappe del tesoro; fonda il Club della Natura, e prosegue il suo impegno studiando Scienze per la pace. Scrive da sempre e dal 2010 per greenreport, di cui è oggi caporedattore.