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Rifiuti, la sfida agli “alibi” dei cittadini: «Il futuro non accetta scuse»

Sei Toscana lancia una nuova campagna per migliorare qualità e consapevolezza della raccolta differenziata, puntando su ascolto e responsabilità individuale
 |  Toscana

“Il futuro non accetta scuse” è il claim scelto da Sei Toscana, la partecipata pubblica che svolge il ruolo di gestore unico per i servizi d’igiene urbana nei 104 Comuni dell’Ato sud, per una nuova campagna di comunicazione che punta dritta a un nodo ancora irrisolto, il rapporto - spesso contraddittorio - tra cittadini e raccolta differenziata. L’iniziativa, in collaborazione con l’agenzia di comunicazione Fuorisede, è stata presentata nella sede amministrativa del gestore, alla presenza dei vertici aziendali e dell’Autorità d’ambito, segnando un ulteriore passaggio nel percorso di rafforzamento delle politiche locali sui rifiuti.

Lontano da approcci paternalistici o moralistici, il progetto prova a lavorare su un terreno più sottile, quello delle giustificazioni quotidiane che accompagnano comportamenti poco virtuosi. Non un atto d’accusa, ma un’operazione di smontaggio degli alibi più diffusi, resa attraverso un linguaggio visivo immediato e una comunicazione pensata per intercettare il pubblico anche nei contesti digitali.

Dietro la campagna c’è un lavoro di indagine che affonda le radici nel percorso partecipativo “E tu vuoi fare la differenza?”, ancora in corso in 43 comuni dell’Ato Toscana Sud. Incontri, focus group e momenti di confronto hanno restituito un’immagine in cui la raccolta differenziata è percepita da molti come un sistema complesso, dove regole mutevoli e materiali sempre più difficili da classificare finiscono per alimentare incertezza e, di conseguenza, disimpegno.

È proprio su questa distanza tra percezione e pratica che si innesta la nuova strategia comunicativa, con l’obiettivo di riportare al centro la responsabilità individuale come leva decisiva per migliorare non solo i quantitativi, ma soprattutto la qualità dei conferimenti.

«Con questa campagna – ha spiegato il Presidente di Sei Toscana, Alessandro Fabbrini – vogliamo, ancora una volta, dare centralità ai cittadini, stimolando una riflessione che, senza accusare nessuno, induca tutti alla responsabilità. In questi anni, grazie soprattutto all’attività di riorganizzazione dei servizi in tanti comuni dell’ATO, Sei Toscana ha messo in campo un lavoro importante sul fronte della raccolta differenziata, raggiungendo – grazie all’imprescindibile collaborazione dei cittadini – la ragguardevole media del 65% sul territorio dell’Ambito. Lo sforzo richiesto oggi è quello di porre maggiore attenzione alla separazione dei materiali, evitando il più possibile la presenza di scarti non riciclabili, con conseguenze sulla sostenibilità (non solo ambientale) del processo».

Il dato del 65% medio di raccolta differenziata rappresenta infatti un punto di partenza, non di arrivo. La partita si gioca sempre più sulla qualità del materiale raccolto, elemento chiave per la sostenibilità economica e ambientale dell’intero ciclo.

Un passaggio che chiama in causa direttamente anche il ruolo delle istituzioni locali, come sottolineato da Alessandra Biondi, presidente del Consiglio direttivo di ATO Toscana Sud:

«L’ATO Toscana Sud ha sin da subito sostenuto e accompagnato l’esperienza dei Focus group e il lavoro di ascolto dei cittadini. Il loro coinvolgimento attivo e diretto è condizione essenziale per il successo di qualsiasi strategia di miglioramento della gestione dei rifiuti, soprattutto quando si parla di quantità e, ancor più, di qualità della raccolta differenziata. Essere riusciti a tradurre questo lavoro di ascolto e partecipazione in una strategia di comunicazione, capace di smontare gli alibi e di aiutare a riflettere su quanto invece sia semplice fare la propria parte, è il valore aggiunto di questa campagna».

Nel passaggio da una comunicazione informativa a una più relazionale, la campagna di Sei Toscana prova quindi a colmare un gap culturale prima ancora che operativo. La sostenibilità del sistema rifiuti dipende anche – e soprattutto – da scelte quotidiane che non possono più essere rimandate. «È una sfida che ci riguarda tutti e nella quale i cittadini giocano un ruolo da protagonisti», conclude Fabbrini.

Redazione Greenreport

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