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Bibbiena e Certaldo liberi dai rifiuti, con Legambiente e Unicoop Firenze

Ferruzza: «La cosa che ci fa più ben sperare è la sensibilità e la preparazione crescenti che riscontriamo nelle alunne e negli alunni delle scuole toscane»
 |  Toscana

Guanti e sacchetti alla mano, in Casentino come in Valdelsa. Il progetto “Liberi dai rifiuti”, promosso nell’ambito dei percorsi educativi di Unicoop Firenze per le scuole e realizzato con Legambiente, le sezioni soci Coop e le amministrazioni locali, ha fatto tappa prima a Bibbiena e poi a Certaldo, coinvolgendo gli studenti delle secondarie di primo grado in un’attività concreta di cura degli spazi pubblici: raccolta dei rifiuti abbandonati, analisi di ciò che finisce a terra e riflessione sull’impatto ambientale della dispersione di materiali.

A Bibbiena l’appuntamento si è svolto nel giardino della scuola e nel giardino pubblico adiacente, con le ragazze e i ragazzi della scuola secondaria di primo grado “G. Borghi” accompagnati dai docenti; a Certaldo, nei giardini di Piazza della Libertà, sono scesi in campo gli alunni della “Boccaccio”. In entrambi i casi, l’uscita sul territorio è stata seguita da un momento di lettura dei rifiuti raccolti e da un confronto sulle buone pratiche di sostenibilità e sul corretto smaltimento, con il supporto dei referenti di Legambiente e la partecipazione delle istituzioni locali. A Bibbiena, l’assessora all’Educazione Vittoria Valentini e l’assessore all’Ambiente Daniele Bronchi sottolineano che «progetti come Liberi dai rifiuti rappresentano un esempio concreto e virtuoso di come scuola e territorio possano collaborare per costruire una cultura della sostenibilità a partire dalle giovani generazioni», perché l’esperienza non è «soltanto un’attività educativa, ma un vero e proprio esercizio di cittadinanza attiva», capace di «rafforzare il senso di comunità e il rispetto per i beni comuni, a partire dagli spazi pubblici che viviamo ogni giorno».

Il progetto – arrivato alla sesta edizione – ad aprile mette in calendario nove appuntamenti in sei province toscane, coinvolgendo 37 classi delle scuole secondarie di primo grado, per un totale di oltre 800 alunni. Il cuore dell’iniziativa è l’esperienza di citizen science: gli studenti, divisi in piccoli gruppi, partecipano a un monitoraggio scientifico “sul campo” della tipologia e della quantità dei rifiuti rinvenuti. Un modo diretto per capire quale inquinamento prevale nei luoghi osservati e quanto conti la responsabilità individuale nella tutela degli ecosistemi.

Tra gli elementi su cui si lavora durante gli incontri c’è anche la dimensione del tempo: quanto resta nell’ambiente ciò che abbandoniamo? I dati ricordati ai ragazzi sono eloquenti: per fazzoletti e tovaglioli di carta servono circa 3 mesi, per un mozzicone di sigaretta da uno a due anni, per una lattina di alluminio dai 20 ai 50 anni; una busta di plastica supera i 50 anni, una bottiglietta in PET va oltre i 100, una bottiglia di vetro supera i 1.000 anni.

Per Legambiente Toscana, “Liberi dai rifiuti” è ormai un punto fermo del calendario associativo. Fausto Ferruzza sottolinea che «Liberi dai Rifiuti è ormai una campagna consolidata nel nostro calendario associativo, per raccontare le caratteristiche e le dimensioni del fenomeno dell’abbandono di rifiuti negli ambienti aperti, ma anche per promuovere stili di vita più consapevoli e responsabili», aggiungendo: «La cosa che ci fa più ben sperare è la sensibilità e la preparazione crescenti che riscontriamo nelle alunne e negli alunni delle scuole toscane».

Dal lato di Unicoop Firenze, il responsabile progetti sociali e scuola Tommaso Perrulli spiega che «tra le tante proposte educative del nostro catalogo per le scuole toscane abbiamo molto investito su questo progetto. Gli appuntamenti sono un’occasione in cui i ragazzi possono trovarsi in uno spazio verde e impegnarsi concretamente per renderlo migliore e più pulito», ma anche per «sviluppare una visione più consapevole rispetto al tema ambientale e alle urgenze del cambiamento climatico che oggi è sotto i nostri occhi».

A Certaldo, l’assessora all’istruzione Romina Renzi evidenzia che «educare le nuove generazioni al rispetto dell’ambiente significa investire in una comunità più consapevole e responsabile, capace di affrontare con competenza le sfide già presenti e prossime in materia».

Dopo Bibbiena e Certaldo, il calendario dell’edizione 2026 prosegue dal 9 al 29 aprile con tappe a Montemurlo, Scandicci, Asciano, Lamporecchio, Foiano della Chiana, Massarosa e Campi Bisenzio: un percorso che, partendo dai rifiuti raccolti nei parchi e nei giardini, prova a costruire – lezione dopo lezione – una cittadinanza ambientale più forte.

Redazione Greenreport

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