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I lavori a mare per il dissalatore dell’Elba finiranno entro il 30 giugno

I vertici di Asa sono all’Elb a per incontrare i sindaci e fare il punto sull’avanzamento dell’impianto da 23 milioni di euro
 |  Toscana

Procedono a ritmo serrato le opere di completamento del dissalatore dell’Elba, a Mola, nel Comune di Capoliveri, come emerso oggi dalle visite istituzionali in corso sull’isola da parte dei vertici della partecipata pubblica che ha in carico la gestione del servizio idrico integrato nei Comuni dell’ex Ato Toscana Costa, ovvero Asa spa.

Un impianto il cui investimento è di oltre 23 milioni di euro, che consentirà di produrre a regime circa 2,3 milioni di acqua dissalata, per coprire i picchi di consumo dell’Elba e per sgravare lo sfruttamento della falda della Val di Cornia, che risente di importanti criticità dal punto di vista qualitativo e quantitativo della risorsa idrica.

Il dissalatore è sostanzialmente completato: sono in corso le opere conclusive, che prevedono le sistemazioni esterne e l’intervento sui pozzi per garantire, insieme alle acque della dorsale, la miscelazione e quindi la rimineralizzazione delle acque in uscita dal dissalatore, prima di essere avviate alla distribuzione e quindi al consumo. Analogamente, sono state completate tutte le opere di collegamento idraulico a terra con la dorsale elbana e con l’opera di presa e restituzione a mare, la vasca intake e le cabine di clorazione ed elettrica presso Lido di Capoliveri.

Sono in fase di realizzazione i lavori a mare di posa delle condotte di presa e di restituzione della salamoia. Si tratta di due condotte in acciaio rivestito in cemento, tutte già prefabbricate nel porto di Piombino: quella di presa, da 500 mm, che svilupperà per una lunghezza di 750 metri dalla costa sino a una profondità di 25 metri sotto al livello medio del mare, e quella di restituzione della salamoia, da 600 mm, per uno sviluppo di 1.700 metri sino a una profondità di 42 metri.

La costruzione di queste condotte avviene, per un primo tratto di circa 200 metri dalla costa, in scavo, già completato con l’impiego di un pontone galleggiante, utilizzato anche per il traghettamento delle condotte da Piombino alla zona di varo.

Per il tratto attualmente in fase di realizzazione, le condotte saranno posate direttamente sul fondale, con una progressione dei lavori che dipende dalle condizioni meteomarine, purtroppo particolarmente avverse da dicembre 2025 a febbraio 2026.

Alla fase di scavo segue quella di reinterro, così da ripristinare definitivamente il fondo marino nel primo tratto di circa 200 metri dalla costa. Lavori che, in occasione delle mareggiate, hanno generato il rilascio sulla spiaggia degli inerti di maggiore diametro smossi dal fondale, che saranno prontamente rimossi, come fatto prima di Pasqua, sino al completo esaurimento del fenomeno, previsto con l’assestamento dello scavo. I lavori a mare sono programmati sino al 30 giugno 2026, come da autorizzazione della Regione Toscana e nulla osta del Comune; sulla spiaggia, invece, non si prevedono lavorazioni, così da non recare alcun tipo di disagio alla stagione turistica. A partire dai mesi di maggio/giugno inizieranno le fasi di collaudo dell’impianto di dissalazione.

Il dissalatore produrrà invece annualmente «circa 2,5 mln di metri cubi, che sono più di due terzi dell'acqua che oggi deriva dalla terraferma – come già spiegato dal direttore dell’Autorità idrica toscana (Ait), Alessandro Mazzei – In questo modo avremo la possibilità di mettere a riposo la condotta sottomarina e le falde acquifere della Val di Cornia, che sono falde molto stressate dal punto di vista quantitativo, tant'è vero che c'è una forte intrusione del cuneo salino. Potremo quindi dare un beneficio ambientale alla Val di Cornia e un beneficio economico all'Isola d'Elba, garantendo un approvvigionamento sicuro e continuo sulla principale isola dell'arcipelago toscano».

Redazione Greenreport

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