
In due giorni sulla Toscana settentrionale è caduta la pioggia attesa in tutto il mese di maggio

Si sta esaurendo il secondo giorno consecutivo di allerta meteo in Toscana, di codice giallo su gran parte della Regione – che diventa però codice arancione nell’area legata al monte Faeta, resa più fragile dall’incendio della scorsa settimana –, e il Laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale per lo sviluppo sostenibile (Lamma) inizia a fare i conti sull’eccezionalità del fenomeno.
«Dopo un aprile molto secco, in soli due giorni è caduta, sulla Toscana settentrionale, la pioggia che dovrebbe cadere in tutto il mese di maggio. In alcune località siamo addirittura oltre la media, se non il doppio», spiega il consorzio pubblico nato dall’impegno congiunto di Regione Toscana e Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr).
«Nelle ultime 36 ore – snocciola il Lamma – la rete di rilevamento regionale (CFR) riporta il superamento della soglia dei 100 mm in ben 67 stazioni, di queste 30 sono oltre i 130 mm con punte di 170-180 mm sulle Apuane e nel pistoiese (Montagnana). Tutti i capoluoghi di provincia della Toscana settentrionale (da Lucca a Firenze) hanno registrato cumulati uguali o superiori a quelli attesi in tutto il mese».
Dati che s’inseriscono nel più ampio contesto della crisi climatica in corso, che rende più probabili e intensi tutti gli eventi meteo estremi, dalle siccità alle alluvioni. Il 2025 per la Toscana è stato il quarto anno più caldo dal 1955, con una anomalia della temperatura media di +1,11 °C rispetto al periodo 1991-2020, che sale a ben +2,05 °C sopra la media guardando appena al trentennio climatologico precedente (1961-1990). Si registrano anomalie significative anche sul fronte pluviometrico, con un anno caratterizzato da una piovosità eccezionale: +20% in media, più del doppio al nord (+41%) e circa la metà nel centro (+11%) e sud (+10%), suggerendo la necessità di incrementare gli investimenti nelle infrastrutture idriche così come nella progettualità delle “città spugna”, così come peraltro delineato nella proposta avanzata nelle settimane scorse per la Toscana centrale da Plures insieme alla Fondazione Earth and water agenda (Ewa).





