
Depotenziato il servizio antincendio: l’accusa della CGIL dopo il rogo del Monte Faeta

Le cause dell’incendio che ha distrutto centinaia di ettari sul Monte Faeta sono chiare ma la CGIL tramite il Coordinamento Funzione Pubblica Vigili del Fuoco si chiede se “nell’organizzazione complessiva in risposta all’evento abbia funzionato veramente tutto”.
La legge nazionale, dice la CGIL, attribuisce alle Regioni il compito della prevenzione e della lotta attiva agli incendi boschivi; il sistema AIB della Toscana da sempre ed a ragion veduta era considerato come uno dei più efficienti d’Italia; il fulcro era la sinergia fra Regione, Enti Locali, dello Stato e volontariato. Tutte le componenti partecipavano sia alla lotta attiva (quindi lo spegnimento degli incendi) che al sistema delle Sale Operative che ha come fulcro la SOUP (la Sala operativa unificata permanente) con sede nei palazzi della Regione Toscana.
Abbastanza incomprensibilmente, si legge ancora nel comunicato, lo scorso anno è iniziata un’opera di smantellamento della SOUP, operazione che passo dopo passo ha portato ad una sala operativa con meno personale, con un Responsabile che non è più fisicamente presente ma solo reperibile, abbassando di fatto la capacità decisionale ed eliminando la presenza in SOUP delle persone con maggior esperienza; il tutto solo a vantaggio di un presunto risparmio economico. Critiche sono rivolte anche alla componente Vigili del Fuoco, ovvero, la Direzione Regionale VVF della Toscana che “per il secondo anno di fila ha ritardato la firma per la stipula della convenzione in materia di antincendio tra Regione Toscana e Vigili del Fuoco, lasciando di fatto i Comandi senza indicazioni operative generando solo incertezze”.
Non vogliamo condannare nessuno, è la conclusione della nota, ma forse sia in Regione Toscana, che in Direzione Regionale VVF, che nelle Segreterie di qualche Organizzazione Sindacale qualcuno dovrebbe fare una riflessione.




