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Rifiuti, Ecofor approva il bilancio 2025 con un utile netto da 5,8 milioni di euro

Pasquinucci: «Credo sia giusto sottolineare il contributo delle persone, è un patrimonio che spesso non compare nei numeri di bilancio, ma che contribuisce in modo determinante a costruirli»
 |  Toscana

Poche settimane dopo aver portato in Valdera circa cinquemila persone con gli Ecodays, l’ormai tradizionale kermesse sulla sostenibilità che ogni anno anima il territorio, Ecofor service –  partecipata pubblica locale specializzata nel trattamento e nello smaltimento in sicurezza di rifiuti speciali non pericolosi – ha approvato il bilancio 2025 con utile ante imposte pari a 8,5 milioni di euro, in crescita del 33% rispetto ai 6,4 milioni del 2024. L’utile netto è di 5,8 milioni di euro, mentre il valore della produzione ha raggiunto 41,8 milioni di euro, in aumento rispetto ai 38,2 milioni del 2024 (+9,6%).

«Il 2025 è stato un anno nel quale la società ha affrontato passaggi importanti sotto il profilo organizzativo e strategico – commenta l'ad Antonio Pasquinucci (nella foto, ndr) – questo è stato possibile anche perché Ecofor service ha affrontato questa fase con fondamenta solide, costruite nel tempo grazie alla guida, alla capacità e alla visione che l’hanno accompagnata negli anni. Credo sia giusto sottolineare il contributo delle persone: la struttura aziendale ha dimostrato maturità, senso di appartenenza e una forte condivisione degli obiettivi. È un patrimonio che spesso non compare nei numeri di bilancio, ma che contribuisce in modo determinante a costruirli».

Tra gli elementi più significativi del 2025 ci sono il conseguimento del titolo autorizzativo e le operazioni di razionalizzazione societaria che hanno interessato Foreco, oggi avviata verso la fusione in Ecofor. Nel corso dell’esercizio, la società ha posto anche le basi per i principali interventi di sviluppo connessi al Lotto 5 della discarica.

Redazione Greenreport

Greenreport conta, oltre che su una propria redazione giornalistica formata sulle tematiche ambientali, anche su collaboratori specializzati nei singoli specifici settori (acqua, aria, rifiuti, energia, trasporti e mobilità parchi e aree protette, ecc….), nonché su una rete capillare di fornitori di notizie, ovvero di vere e proprie «antenne» sul territorio.